Condanna a 3 anni e 4 mesi per uno degli aggressori del carabiniere di Melissano

Nell’udienza del processo celebratosi con rito abbreviato, il Gup Simona Panzera ha emesso una condanna a 3 anni e 4 mesi di reclusione per Pietro Bevilacqua, uno dei due aggressori del maresciallo della stazione dei Carabinieri di Melissano.

Con l'accusa di "resistenza e violenza a pubblico ufficiale" e "lesioni personali", nel primo pomeriggio di oggi, il Gup Simona Panzera ha invocato 3 anni e 4 mesi di carcere per Pietro Bevilacqua ed un risarcimento danni, da stabilire in sede civile, con una provvisionale di 7mila euro da corrispondere al carabiniere.

Il giudice ha accolto la richiesta di condanna formulata dal Pubblico Ministero Carmen Ruggero, che nell'udienza precedente, dopo l'ascolto della parte civile, aveva chiesto 3 anni di reclusione per il 29enne di Melissano. L'uomo, difeso dall'avvocato Mario Coppola, è accusato di aver colpito con una testata, in data 4 agosto 2014, un maresciallo della locale stazione dei carabinieri, poiché quest'ultimo si sarebbe rifiutato di fornirgli una copia dell'ordinanza che riguardava l'arresto del fratello Rocco Bevilacqua. A causa di questa violenta aggressione, il carabiniere rimase in prognosi riservata per 40 giorni, così come attestato dalla certificazione medica prodotta da Silvio Caroli e Vincenzo Del Prete, gli avvocati difensori dell'uomo, che si costituì parte civile.

Bevilacqua, però non agì da solo, ma assieme al 21enne di Melissano Andrea Spennato e dopo l'aggressione, i due uomini sarebbero subito scappati dalla caserma per essere però ben presto identificati. Finirono in carcere con un’ordinanza di custodia cautelare, con le accuse di violenza e minaccia a pubblico ufficiale, oltreché lesioni aggravate ai danni del carabiniere. Successivamente, vi fu il processo in abbreviato per Spennato, che fu condannato dal Gup Alessandra Ferraro a due anni e dieci mesi di reclusione. 

A completare il quadro familiare, ci pensò Antonio Bevilacqua, 55 anni, padre di Pietro, che secondo l’accusa, aggredì verbalmente un brigadiere nel corso di un controllo eseguito all’interno della propria abitazione, scagliandosi contro di esso. 



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