Si conclude con la condanna a 8 mesi di reclusione (pena sospesa), il processo a carico dell’operaio ritratto in una foto, accanto ad un cadavere, nel cimitero di Uggiano La Chiesa.
La sentenza è stata emessa oggi dal gup Giulia Proto, al termine del processo con rito abbreviato (consente lo sconto di pena di un terzo) L’imputato, un 57enne del posto, è difeso dall’avvocato Umberto Leo che potrà fare ricorso in Appello, non appena verranno depositate le motivazioni della sentenza (entro 15 giorni) . Secondo la difesa si trattò di un gesto ingenuo, non intenzionale.
L’uomo rispondeva dell’accusa di vilipendio di cadavere. Il giudice ha escluso la recidiva reiterata specifica.
I fatti risalgono in data antecedente al 13 giugno del 2025, giorno in cui lo scatto iniziò a circolare tra chat e social e diventò virale, in poche ore. Nell’immagine, si notava un uomo, con guanti, maglietta e mascherina abbassata sul mento, sorridente accanto a un cadavere. La salma era stata sollevata per un’estumulazione già programmata (l’operazione è prevista per legge dopo dieci anni dalla sepoltura). E secondo l’accusa, l’operaio avrebbe chiesto a qualcuno (un soggetto rimasto ignoto) di scattargli una foto mentre era intento a reggere il cadavere, ancora integro e riconoscibile. Il gesto creò imbarazzo e sgomento, nell’intera comunità di Uggiano La Chiesa, tanto che il sindaco Stefano Andrea De Paola cercò in tutti i modi di bloccare la diffusione dello scatto e segnalò l’accaduto alle forze dell’ordine. Successivamente venne aperto un fascicolo d’indagine per vilipendio di cadavere, perché, secondo l’accusa, l’operaio avrebbe “esposto indegnamente il corpo, ponendolo in posizione eretta accanto a sé, offendendo il decoro e il rispetto dovuti ai resti mortali”.
Il 57enne venne raggiunto da un decreto penale di condanna, ma dopo l’opposizione della difesa si è arrivati alla celebrazione del processo con rito abbreviato.
