Bici rubata, finta mail di Poste Italiane e fucile del suocero defunto mai denunciato: il bilancio dei controlli

Due arresti e nove denunce: sono i numeri dei controlli dei Carabinieri della Compagnia di Casarano nell’arco temporale che va dal 9 al 13 di febbraio.

Negli ultimi giorni, dal 9 al 13 di febbraio, l’attenzione dei Carabinieri della compagnia di Casarano si è concentrata non solo sui reati contro il patrimonio o sul consumo e spaccio sostanze stupefacenti, ma anche sui controlli alla circolazione stradale. E come sempre i risultati dei servizi svolti nel territorio che rientra nella loro ‘giurisdizione’ non sono mancati.

Ruba una bicicletta, ma non pedala a lungo

A Supersano a finire nei guai è un 23enne marocchino sorpreso dai Carabinieri della stazione di Ruffano con una bicicletta rubata, poco prima, ad un giovane che aveva ‘subito’ informato i Carabinieri dell’accaduto. Arrestato in flagranza di reato, il giovane straniero è stato riaccompagnato nella sua abitazione dove resterà ai domiciliari. La ‘refurtiva’, invece, è stata restituita al legittimo proprietario.

Gestione dei rifiuti non autorizzata

I carabinieri della stazione di Collepasso, invece, hanno bussato alla porta di un 55enne del posto, ritenuto responsabile del reato di gestione dei rifiuti non autorizzata commesso in Castelfiorentino (in provincia di Firenze) nel 2011. L’uomo è stato condannato alla pena definitiva di 9 mesi di reclusione. Una volta concluse le formalità di rito, per lui si sono aperte le porte della casa circondariale di “Borgo San Nicola”, a Lecce così come disposto dall’ordine emesso dalla Procura della repubblica presso il tribunale ordinario di Firenze – ufficio esecuzioni penali.

Sorpreso con la droga in auto, finisce nei guai con la moglie

I guai per un ragazzo, deferito in stato di libertà, sono cominciati quando è stato fermato dai Carabinieri mentre si trovava al volante della sua auto. Che cosa abbia insospettito i militari non è dato saperlo, fatto è che è scattata una perquisizione personale e veicolare che ha permesso agli uomini in divisa di ‘sorprenderlo’ con 22 dosi di marijuana, per un peso complessivo di 34,6 grammi. A quel punto hanno voluto vederci chiaro e il controllo è stato esteso anche alla sua abitazione. La perquisizione domiciliare ha consentito di rinvenire un’ulteriore dose della stessa sostanza (del peso di 3,2 grammi) che la moglie – anche lei deferita in concorso – ha tentato di disfarsi gettandola nel water.

Ad Alliste, invece, i Carabinieri hanno deferito in stato di libertà un ragazzo, trovato con 5 dosi di cocaina (per un peso complessivo di 3,9 grammi) e 280 euro in contanti.

Evasione è, invece, l’accusa che i Carabinieri della stazione di Melissano hanno contestato ad un uomo, sorpreso lontano dalla sua abitazione, dove doveva trovarsi dato che sta scontando la misura degli arresti domiciliari. Una donna è stata deferita per violazione degli obblighi imposti dall’Autorità Giudiziaria. È stata sorpresa in compagnia di un pregiudicato all’interno della propria abitazione, dove sta scontando gli arresti domiciliari.

La finta mail di Poste Italiane

A Ugento, i carabinieri della locale stazione hanno denunciato due donne di origini campane per accesso abusivo ad un sistema informatico e frode informatica. Fingendosi di “Poste Italiane” hanno inviando alla vittima una mail, carpito i suoi dati ed effettuato alcuni prelievi. In totale con questo raggiro sono riuscite ad intascare circa 2.000 euro.

A Ruffano, infine, i carabinieri della stazione locale hanno deferito un ragazzo, sorpreso al volante in stato di alterazione psico-fisica per assunzione di sostanze stupefacenti. Cannabinoidi, come è stato accertato dai successivi controlli svolti presso l’ospedale di Casarano.

Sorpreso con un fucile del suocero defunto, mai denunciato

A Parabita, i carabinieri della locale stazione hanno deferito per detenzione abusiva di armi un uomo, titolare di porto d’armi per uso caccia in corso di validità. Durante il controllo è stato sorpreso con un fucile automatico calibro 12, sottoposto a sequestro. Lo aveva ereditato dal defunto suocero, ma non aveva mai ‘denunciato’ il passaggio all’autorità di pubblica sicurezza.

 



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