Derby Bari-Lecce, per Pierandrea Semeraro arriva la condanna a 18 mesi

La sentenza è giunta nella serata di ieri. Con lui condannati anche Carlo Quarta e Marcello Di Lorenzo. Il giudice ha stabilito, inoltre, che dovranno essere risarciti i tifosi. Già preannunciato ricorso in appello

Non sono stati i due anni che aveva richiesto al termine della sua requisitoria il Pubblico Ministero del Tribunale di Bari, Ciro Angelillis, il massimo della pena, ma alla fine, Pierandrea Semeraro, ex presidente dell’U.S. Lecce, è stato condannato a 18 mesi di reclusione, con pena sospesa, colpevole, secondo il Giudice Monocratico Valeria Spagnoletti, del reato di frode sportiva in concorso in relazione al derby Bari-Lecce del 15 maggio 2011 che, terminato con il punteggio di 2-0 per la compagine capitanata da Guillermo Giacomazzi, sancì la permanenza in Serie A per il sodalizio salentino.

Con l’ex numero uno di “Via Templari”, condannato l’imprenditore Carlo Quarta – anche per lui 18 mesi – e  Marcello Di Lorenzo – 9 mesi.
Per i tre, inoltre, è giunta da parte del magistrato la l’interdizione per sei mesi da uffici direttivi di società sportive e con l’applicazione del Daspo, il divieto, cioè di accedere in luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive.

Per Semeraro e Quarta, inoltre, è stata disposta una multa della somma di 10mila euro e 5.000 per Di Lorenzo.

Nella sentenza il giudice, inoltre, ha stabilito il risarcimento nei confronti delle parti civili, tifosi soprattutto. L’indennizzo, però, verrà stabilito in sede civile.
Pierandrea Semeraro, difeso dagli avvocati Andrea Sambati e Franco Coppi, che si è sempre proclamato innocente, non si è lasciato andare a commenti, ha solamente fatto sapere che ricorrerà in appello.
 



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