S’impossesava del denaro dei clienti dopo la spesa? Ex cassiera di un supermercato sotto processo

L’imputata, accusata di essersi impossessata di oltre 46mila euro, risponde del reato aggravato di appropriazione indebita.

L’ex cassiera di un supermercato di Maglie, accusata di essersi impossessata di oltre 46mila euro, finisce sotto processo. S. C., 33enne di Aradeo, assistita dall’avvocato Francesca Conte, ha scelto di essere giudicata con il rito abbreviato, al termine dell’udienza preliminare, celebratasi in mattinata, davanti al gup Alessandra Sermarini. Il processo si discuterà il prossimo 10 giugno. L’imputata risponde del reato aggravato di appropriazione indebita.

Il titolare dell’esercizio commerciale si è già costituito parte civile con l’avvocato Francesco Maggiore.

Secondo l’accusa, rappresentata dal pubblico ministero Alessandro Prontera, l’addetta al servizio di cassa e delegata all'”annullamento” degli scontrini, si sarebbe appropriata indebitamente, tra aprile del 2019 e novembre del 2020, della somma complessiva di 46.679,95 euro. In particolare, dopo avere incassato le somme di denaro, a seguito di altrettante battiture sul registratore di cassa dei prodotti acquistati dalla clientela, non emetteva lo scontrino fiscale. E provvedeva all’immediato annullamento dell’operazione. In questo modo, la cassiera non versava i corrispondenti importi al proprio datore di lavoro.

È stato il proprietario del supermercato ad avvisare le forze dell’ordine dopo la segnalazione di alcuni clienti. Ed il 19 novembre del 2020, i carabinieri della stazione di Maglie, a seguito di un servizio di osservazione, hanno “pizzicato” la cassiera con i soldi nella borsa (circa 150 euro). La donna, inoltre, è stata immortalata dalle telecamere di videosorveglianza dell’esercizio commerciale.

La cassiera, secondo quanto accertato, passava i codici a barre dei prodotti acquistati dai clienti, sull’apposito scanner. La somma veniva dunque registrava regolarmente, ma dopo che riceveva il denaro in contanti e batteva lo scontrino, annullava l’operazione. La somma fu restituita al legittimo proprietario e successivamente la cassiera fu licenziata.

In seguito ad ulteriori accertamenti investigativi sarebbe emerso, come detto, un ammanco dalle casse del supermercato, di oltre 40mila euro.



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