Il ‘giallo’ della discordia, automobilista non passa e al semaforo scatta la rissa

L’eccessivo zelo dimostrato da un automobilista che viaggiava su una Citroen insieme al figlio di 17 anni, davanti al semaforo giallo di viale Japigia non è andato giù agli occupanti di una Smart, due fratelli leccesi. A scattare non è stato il verde, ma una rissa.

La luce gialla al semaforo per ogni automobilista, soprattutto se va di fretta, significa solo una cosa: rispondere nel più breve tempo possibile alla domanda: «passo o  non passo?».  La scelta di fermarsi o meno, a dispetto della velocità con cui viene presa, non è di poco conto: i ‘rischi’ dietro l’angolo, anzi l’incrocio sono tanti. Tralasciando il fatto che bisogna sempre prestare attenzione al volante onde evitare contravvenzioni e nel peggiore dei casi persino incidenti, sono tante, troppe le persone che scelgono di accelerare anziché frenare. Essere prudenti di solito paga tranne nel caso di un automobilista leccese a cui l’eccessiva ‘attenzione’ è costata cara.
 
Già, perché la decisione di fermarsi all’incrocio semaforico di viale Japigia, nei pressi dell’ex Tribunale dei Minorenni, si è trasformata in una vera e propria ‘disavventura’ per un automobilista che viaggiava a bordo di una Citroen, insieme al figlio 17enne. L’uomo, quando da poco erano passate le 9.00 di questa mattina, ha deciso di aspettare il verde. Devono averla pensata diversamente, invece, due fratelli leccesi di 48 e 46 anni che con la loro Smart si sono accodati alla vettura. La prudenza, insomma, non è andata giù agli occupanti della citycar se hanno iniziato a suonare con insistenza per sollecitarlo a passare.
 
Dopo lo ‘strombazzamento’, che evidentemente non ha sortito l’effetto desiderato, i due fratelli sono passati agli insulti. Apriti cielo, ne è nato un acceso diverbio: tutte e quattro le persone, scese dalle rispettive macchine, hanno iniziato ad offendersi, anche pesantemente. Dalle parole ad un certo punto si è passati alle mani: la rissa ormai era scattata, e forse anche il verde.
 
Un camionista, fermo lungo l’altra corsia, che ha assistito alla scena ha deciso di intervenire riuscendo a separare i litiganti. Mentre i due fratelli erano bloccati lungo il marciapiede, gli altri due ne hanno ‘approfittato’ per tirare calci e pugni alla macchina ed uno di loro, durante il parapiglia, si è addirittura armato di una bottiglia di vetro, spuntata fuori da chissà dove.
 
A quel punto è sopraggiunta una volante della polizia che è riuscita a calmare gli animi. I due fratelli nonché l’autista della Citroen, un leccese quarantottenne, però si sono beccati una denuncia. 



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