Inferno a Bologna, lascia l’ospedale il poliziotto-eroe rimasto ferito per salvare altre vite

Dopo due interventi chirurgici necessari per le ustioni riportate nell’esplosione, Riccardo Muci, il poliziotto-eroe di Copertino ha lasciato l’Ospedale Bufalini di Cesena.

La strada verso la guarigione è ancora lunga, ma Riccardo Muci, il 31enne di Copertino che ha salvato la vita a decine di persone nell’inferno di Bologna ha lasciato l’ospedale Bufalini di Cesena dopo due interventi chirurgici – eseguiti dall’equipe del dottor Davide Melandri – “necessari” a causa delle gravissime ustioni che si era procurato quel terribile lunedì 6 agosto.

Impossibile dimenticare le immagini dell’esplosione in cui ha perso la vita l’autista dell’autocisterna che, inspiegabilmente, ha tamponato un mezzo pesante incolonnato nel traffico. Il bilancio di 145 feriti poteva essere più grave se il poliziotto eroe, uno tra i primi ad arrivare a Borgo Panigale, sotto il ponte dell’A14, non avesse evitato il peggio con coraggio.

È solo merito suo e di tanti altri uomini in divisa se non si sono pianti altri morti. Il 31enne salentino, in servizio al commissariato Santa Viola di Bologna ha chiamato la sala operativa per raccontare cosa stesse accadendo (l’audio della telefonata, mentre cercava di far allontanare le persone presenti.

Prima di fare rientro a casa per un periodo di convalescenza, Muci oggi è stato ricevuto dal Questore Gianfranco Bernabei, che gli ha rinnovato il proprio plauso e ringraziamento.

«Ho fatto solo il mio lavoro» aveva raccontanto dal letto dell’Ospedale di Cesena, dove ha ricevuto la visita del premier Giuseppe Conte. Sua l’intuizione aa permesso di portare al sicuro decine di automobilisti e passanti.

«Appena sceso dall’auto – aveva dichiarato alla stampa – ho subito capito quello che stava per succedere, c’era un odore inconfondibile nell’aria. Non potevo lasciare che le auto continuassero a circolare e così ho fatto mettere la volante di traverso, per bloccare l’accesso alla strada in entrambe le direzioni».

«A piedi mi sono spostato verso il ponte, c’erano persone che scattavano foto e facevano video e ho cominciato ad urlare dicendo di allontanarsi. Ero a 20 metri dal ponte quando c’è stata quell’enorme esplosione». L’onda d’urto lo ha fatto volare di alcuni metri, mentre il calore gli ha sciolto la maglietta ignifuga provocandogli le ustioni.

Muci è crollato solo dopo aver accompagnato tutti i feriti nella caserma di Borgo Panigale che dista pochi metri dal luogo dell’impatto.



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