Operazione “Fiori di Primavera”, parla il Procuratore Nazionale Antimafia. “Fondamentale collaborazione tra Paesi”

Al termine della conferenza stampa di resoconto dell’indagine che ha viste coinvolte Italia e Albania, parla Federico Cafiero de Raho.

“La collaborazione intrapresa tra autorità italiane e albanesi ha portato a sgominare un’associazione finalizzata al traffico internazionale di droga. Tonnellate di marijuana, ma anche eroina e cocaina”, con queste parole, il Procuratore Nazionale Antimafia, Federico Cafiero de Raho, ha commentato l’operazione, denominata “Fiori di Primavera”, che alle prime luci dell’alba di oggi, ha portato all’arresto di 27 persone responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla produzione e al traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

“Sono stati sgominati quattro gruppi criminali i cui componenti sono italiani e per la maggior parte albanesi, ben sei albanesi sono stati arrestati nel ‘Paese delle Aquile’.

L’importanza dell’attività risiede anche nel fatto che si è costituita una squadra investigativa comune circa due anni fa, che ha permesso di condividere appieno tutti gli elementi  e questo ha consentito sostanzialmente all’Italia di essere presente in Albania e all’Albania di essere presente in Italia e di acquisire tutti i riscontri che di volta in volta emergevano, sia quelli eseguiti nel nostro Paese che quelli in Albania.

È uno strumento quello del team investigativo comune di grandissima importanza, ma che, soprattutto, avvicina le varie Forze dell’Ordine, in questo caso la Guardia di Finanza e la Polizia albanese, consentendo alle autorità Giudiziarie di lavorare assieme come se si trovassero nello stesso ufficio. Questa è una conquista recente di cui si sta facendo grandissimo uso.

La lotta al traffico di stupefacenti proveniente dall’Albania

“Da un po’ di tempo si sta sviluppando una collaborazione molto stretta tra i due paesi – prosegue de Raho – grazie anche agli strumenti aerei delle Fiamme Gialle, con l’ausilio dei quali si è proceduto alla distruzione di diverse piantagioni e individuando, altresì, i produttori. È chiaro che ci sia ancora tanto da fare, ma stiamo percorrendo la giusta direzione. Determinare assieme il nemico comune, quelle organizzazioni albanesi che, oramai, anche in Italia hanno trovato modo di risiedere stabilmente, tanto di essere presenti su tutto il territorio nazionale, significa trovarsi di fronte a ulteriori sodalizi criminali che stanno diventando ‘nostri’, con sede stabile in Italia, quindi riuscire a sradicarli in Albania e combatterli qui da noi significa assestare colpi altamente distruttivi”.

La presenza dei vertici italiani nel “Paese delle Aquile”

“La nostra presenza in Albania è fondamentale, così come lo è una sempre più stretta collaborazione. D’altro canto si iniziano a vedere i risultati. Se molti albanesi sono stati arrestati nel ‘Paese delle Aquile’ grazie a questa sinergia significa che l’Albania comincia a fare corpo unico con il nostro Paese. Una volta non era così, si parlava di una diffusa corruzione che avrebbe impedito lo sviluppo di qualsiasi attività. Oggi, invece, loro operano con i nostri uomini e si raggiungono risultati condivisi. Credo sia fondamentale continuare a lavorare assieme ed è fondamentale che anche in Albania si svolga un’azione di individuazione dei patrimoni illeciti, che trovano fonte dalle attività criminose. Questa indagine ha evidenziato come molto del denaro che proviene dal traffico internazionale di sostanze stupefacenti finisce per essere reinvestito in Albania o comunque portato in quei canali finanziari, ciò dimostra come su questo fronte ci sia da fare tantissimo”.



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