Istituto finanziario dedito all’usura, rinvio a giudizio per sette persone

Questa mattina il Gip Stefano Sernia, accogliendo la richiesta dell’accusa, ha rinviato a giudizio sette persone per avere, a vario titolo, creato un’associazione a delinquere, operante ad Aradeo tra il 2003 ed il 2012 e finalizzata all’esercizio di usura ed estorsione.

Sette persone finiscono a processo, a diverso titolo, per aver creato, in base all'accusa, un'associazione a delinquere dedita all'usura, all'estorsione ed all'abusiva attività bancaria, ed operante tra il 2003 ed il 2012 ad Aradeo.

l Gip Stefano Sernia ha accolto, questa mattina, la richiesta del sostituto procuratore antimafia Alessio Coccioli ed ha disposto il rinvio a giudizio per Carmine Minerba, 84enne di Aradeo, considerato il deus ex machina dell'organizzazione e difeso dagli avvocati Pasquale e Giuseppe Corleto, così come il 58enne Antonio Minerba, il 45enne Massimo Minerba, anch'essi aradeini, e la 57enne originaria di Seclì, Aurora Pepe; la 53enne Anna Maria Catalano, sempre di Aradeo, difensore  Fabio Giuseppe Mariano, e due uomini di Neviano, il 52enne Roberto Giuri, ed il 60enne Anacleto Agostino Imperiale, difesi dall'avvocato Luigi Greco.

Le indagini condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria e Giudiziaria di Lecce avrebbero smascherato una finanziaria denominata Istituto Popolare del Salento, operante ad Aradeo di cui era Amministratore Carmine Minerba ed avente formalmente in oggetto "il compimento di prestiti semplici e garantiti", ma più spesso l'accordo di finanziamenti "occulti", come assegni post-datati portati allo sconto, con tassi d'interesse superiori a quelli previsti dalla legge.

A mettere in atto queste azioni criminose, ci avrebbero pensato i diversi dipendenti della società, quali il figlio dell'amministratore della finanziaria, Massimo Minerba, la nuora Aurora Pepe, Antonio Minerba e Roberto Giuri, sui quali pesa l'aggravante di aver agito nell'esercizio di un'attività professionale d'intermediazione finanziaria e a danno di soggetti che si trovavano in stato di bisogno (per lo più imprenditori).

Infine, i soggetti summenzionati (escluso Antonio Minerba) assieme ad Anna Maria Catalano ed a Anacleto Agostino Imperiale avrebbero provveduto alla "raccolta di risparmio tra il pubblico e l'esercizio del credito".
L'inizio del processo è previsto per il 6 luglio, quando le diverse parti compariranno di fronte al collegio di giudici della seconda sezione penale.



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