Manifestazione “No Tap” a Melendugno, ma non era autorizzata. 11 persone nei guai

Undici persone sono finite nei guai per la manifestazione No-Tap del 2 marzo scorso, voluta per ribadire la contrarietà alla realizzazione del gasdotto.

corteo-tap-lecce

Undici persone sono finite nei guai per i disordini che si sono registrati a Melendugno, durante una manifestazione “No Tap” non autorizzata. Il tutto si inserisce nel continuo braccio di ferro tra le forze dell’ordine e i manifestanti contrari alla realizzazione del gasdotto Trans Adriatic Pipeline e il passaggio della condotta proprio nel tratto di costa che appartiene alle Marine di Melendugno.

Le indagini

Le attività di indagine dei Carabinieri della Compagnia di Lecce, scaturite dai disordini del 2 marzo scorso, hanno portato, così, al deferimento in stato di libertà di 11 persone.

Le persone segnalate sono state ritenute responsabili, in concorso tra loro ed a vario titolo di manifestazione non preavvisata, di imbrattamento di cose altrui, di furto aggravato e violenza privata.

I fatti

Nello specifico, durante la manifestazione non autorizzata e organizzata contro realizzazione gasdotto T.A.P., vi era stata l’occupazione della sede stradale, con conseguente caos del traffico, mediante esposizione di striscioni “no tap”.

La manifestazione aveva creato non pochi problemi ostacolando il traffico veicolare sulla S.P. 145 che aveva subito forti rallentamenti e che aveva richiesto l’intervento delle Forze dell’Ordine, per riportare ordine nella regolare circolazione stradale.

Ma gli attivisti non si erano fermati ed erano andati oltre proferendo parole ingiuriose contro la società responsabile dei lavori. I manifestanti avevano lanciato invettive anche nei confronti delle Forze dell’Ordine intervenute per sedare gli animi.

Le 11 persone deferite in stato di libertà, si sono rese responsabili anche di lanci di uova contro la sede dell’ufficio info-point di T.A.P., asportando nel medesimo contesto, uno zerbino posto all’ingresso del predetto ufficio, inveendo con minacce verbali contro un’impiegata dell’Alma Roma.



In questo articolo: