Metodi educativi impropri: maestra sotto processo

È iniziato questa mattina il processo per alcuni episodi riguardanti un presunto abuso dei mezzi di correzione, contestati alla maestra di matematica di una scuola elementare di Ruffano. Tutto è partito da un esposto.

Una vicenda di presunti comportamenti impropri nei confronti di alcuni bambini di una scuola elementare di Ruffano. È quello di cui si è dibattuto, nell'ambito del processo a carico di una maestra di matematica, iniziato oggi di fronte al giudice della Prima Sezione del Tribunale di Lecce, dr.ssa Silvia Minerva.
 
Nell'udienza odierna sono stati ascoltati alcuni testimoni, tra cui le mamme dei bambini interessati dagli episodi contestati all'insegnante; i testi hanno risposto alle domande del difensore dell'imputato, l'avvocato Mario Coppola. La maestra deve difendersi dall'accusa di "abuso continuato dei mezzi di correzione e disciplina" come richiesto dal titolare dell'inchiesta, il PM Massimiliano Carducci che chiese il rinvio a giudizio, poi accolto, per la donna.
 
La vicenda fu raccontata nell'ambito di un esposto presentato da sei persone, presso la Questura di Lecce, in cui si fa riferimento a ceffoni, sculacciate e spintoni che avrebbero interessato alcuni bimbi di seconda elementare, arrecando dei danni psico-fisici a questi piccoli scolari. Inoltre, dalle dichiarazioni rilasciate dai genitori nell'esposto, sembrerebbe che anche il Dirigente Scolastico fosse al corrente di questi poco ortodossi comportamenti della maestra, avvenuti a partire dal 2011 e fino al febbraio 2013, ma non ritenne di dover prendere alcun provvedimento.
 
Una delle mamme, inoltre, ha parlato, nel corso del processo, di una lettera scritta nel maggio 2011, assieme ad altre due persone e consegnata alla maestra stessa, che raccoglierebbe le lamentele di questi genitori per il linguaggio volgare tenuto da essa.
Il processo riprenderà il 2 aprile, quando termineranno le testimonianze di altre mamme e verranno ascoltati i testi richiesti dal PM Donatina Buffelli, tra cui una psicologa ed una pediatra.

di Angelo Centonze



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