Morte avvocato in ospedale. Chiesta assoluzione per due medici accusati di omicidio colposo

Per altri tre “camici bianchi”, al termine dell’udienza preliminare, il gup aveva già disposto il proscioglimento

La Procura chiede l’assoluzione per due medici, finiti sotto processo con l’accusa di omicidio colposo, per la morte dell’avvocato civilista Francesco Epifani.
Nella mattinata di oggi, ha discusso il pm Alberto Santacatterina, dinanzi al giudice monocratico Giovanna Piazzalunga.

La Procura ha invocato l’assoluzione per il primario di anestesia del “Vito Fazzi” e per l’anestesista. Sono assistiti dagli avvocati Ladislao Massari e Mario Coppola. L’arringa difensiva è prevista in una prossima udienza. La sentenza, invece, sarà emessa l’8 luglio prossimo.
I familiari della vittima si sono già costituiti parte civile con gli avvocati Anna Grazia Maraschio e Gianfranco Gemma.

Per altri tre “camici bianchi”, al termine dell’udienza preliminare, il gup aveva già disposto il proscioglimento.
L’avvocato Francesco Epifani, 77 anni, residente a Villa Convento (frazione di Novoli), è deceduto presso il “Vito Fazzi” di Lecce, il 7 luglio del 2015, dopo essere giunto in ospedale in condizioni gravi, a causa di una frattura dell’omero, presumibilmente dovuta ad una caduta.

L’operazione chirurgica era stata programmata in quella data, ma il paziente morì prima di sottoporsi alla stessa. E inoltre, secondo la Procura, l’intervento non richiedeva carattere d’indifferibilità, ”stante il rischio di vita per il paziente”. Infine, veniva attribuito il tentativo fallito di inserimento del catetere venoso che avrebbe causato una lesione, non diagnosticata tempestivamente, attraverso una radiografia. Inoltre i due medici, rispondono anche di falso per presunte omissioni nella cartella clinica.

In un primo esposto, venne ipotizzata una rapina nell’abitazione dell’avvocato; la vista dei malviventi gli avrebbe causato un malore e da lì, la caduta, non dovuta a cause accidentali.



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