‘Nessun travaso di carburante dalla Panda dell’Asl’. Autista di Maglie assolto anche in Appello

Il vice Procuratore generale ha invocato la condanna ad 1 anno e 8 mesi. Il ricorso in Appello era stato presentato dopo l’assoluzione di Risi in primo grado. Il processo si era celebrato con il giudizio abbreviato condizionato all’ascolto di tre testimoni.

Avrebbe travasato il carburante di una macchina dell'Asl, nella sua Porsche, ma un autista è stato ritenuto innocente anche in Appello. Dunque, assoluzione con formula  piena in secondo grado per Roberto Risi, 58 anni di Maglie,
"perché il fatto non sussiste". La Corte di Appello, con presidente Vincenzo Scardia, ha accolto la tesi difensiva dell'avvocato Dimitry Conte, legale dell'imputato. Invece, il vice procuratore generale Francesco Agostinacchio ha invocato la condanna ad 1 anno e 8 mesi. Il ricorso in Appello era stato presentato dal procuratore capo Cataldo Motta, dopo l'assoluzione di Risi in primo grado. Il gup Giovanni Gallo, nell'udienza del 2 dicembre di cinque anni fa, aveva ritenuto il 58enne di Maglie, non colpevole del reato di peculato. Il processo si era celebrato con il giudizio abbreviato condizionato all’ascolto di tre testi.
 

Roberto Risi, autista della Asl di Maglie (per un periodo è stato anche l'autista del Direttore), venne arrestato in flagranza di reato, in data 8 aprile 2011. I carabinieri di Maglie lo sorpresero mentre, secondo l’accusa, stava travasando il carburante, all'interno del suo garage, da una Fiat Panda di proprietà dell’Azienda, in una tanica. Gli inquirenti, ritrovarono tredici contenitori di benzina riempiti con 85 litri di carburante. Essa sarebbe servita ad alimentare la sua Posche Carrera 4 dai consumi elevati. Il blitz venne disposto dopo un periodo di "osservazione"; gli investigatori avevano notato che Risi conduceva le vetture dell'Asl, di cui aveva ampia disponibilità, nel suo garage. Durante la perquisizione furono trovate anche numerose lattine di olio per motori, materiale sanitario, tutto sottoposto a sequestro, assieme naturalmente alle taniche di carburante.
 
Durante il processo, però, la tesi accusatoria "cadde", soprattutto perché "smontata" dalle dichiarazioni dei testi. Il primo, citato dall’accusa,era un dipendente della Asl. Egli ha riferito che non è mai risultato alcun ammanco di benzina e che i consumi di carburante erano nella norma. L'altro testimone ha spiegato che il carburante rinvenuto nelle taniche era un mix di benzina e gasolio, recuperata da un meccanico e immessa per errore nel serbatoio di un autocarro. Il terzo, infine, ha chiarito il "mistero" del rinvenimento dei medicinali.  Si trattava di campioni omaggio non riconducibili all’Asl.



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