Omicidio Noemi Durini, fissata l’udienza preliminare. Lucio chiederà di essere ascoltato?

Intanto, Lucio risulta anche indagato dalla Procura ordinaria, con l’accusa di calunnia. L’inchiesta riguarda le missive scritte dal carcere di Quartucciu, in cui accusava il meccanico Fausto Nicolì dell’omicidio di Noemi.

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Il Pubblico Ministero Anna Carbonara ha chiesto il rinvio a giudizio di Lucio, il ragazzo di Montesardo accusato di aver ucciso la fidanzata Noemi Durini, trovata senza vita in una campagna di Castrignano del Capo. Era ancora viva quando il suo aguzzino l’ha seppellita, coprendola con le pietre di un muretto a secco.

Non solo, è stata fissata per il 30 maggio, alle 9.30 l’udienza preliminare davanti al Gup del Tribunale dei Minori che stabilirà se il 18enne, accusato di omicidio volontario, andrà a processo. In quella sede, i suoi difensori di fiducia, Paolo Pepe e Luigi Rella, potranno chiedere anche il rito alternativo. La madre e la sorella di Noemi Durini sono assistiti dagli avvocati Mario Bladolino e Giulia Bongiorno. Il padre è difeso dal legale Francesco Zacheo.

Lucio, unico indagato per la morte della 16enne di Specchia, probabilmente sarà presente. Chiederà di essere ascoltato per fornire una nuova versione dell’omicidio.

Gli ultimi minuti di vita di Noemi

La studentessa è stata picchiata e accoltellata con quell’arma che l’ex fidanzato ha disegnato su un foglio di carta, durante la prima confessione. Il colpo inferto con il coltello da cucina, però, non è stato letale: nonostante la punta si sia spezzata, la lama non è entrata nella scatola cranica. L’ultimo atto è la ‘sepoltura’. Lucio ha trascinato la sua fidanzata, ormai priva di conoscenza, accanto ad un muretto a secco e l’ha ricoperta di pietre che hanno provocato l’asfissia e l’insufficienza respiratoria. È morta così Noemi, dopo una lenta agonia.

Il coltello, però, non è mai stato ritrovato. Agli inquirenti il ragazzo ha raccontato di averlo avvolto in una maglietta e nascosto in una buca ricavata nel terreno di una campagna diversa da quella dove è stato trovato il corpo di Noemi.

Le versioni del fidanzato

Lucio, rinchiuso nel Carcere di Quartucciu (in Sardegna), ogni volta che ha parlato dell’omicidio ha aggiunto sfumature diverse nel suo racconto. Ha tirato in ballo il meccanico di Patù, Fausto Nicolì scrivendo nero su bianco il suo coinvolgimento in alcune lettere consegnate agli agenti di polizia penitenziaria.
Intanto, dopo l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, da parte della Procura ordinaria, Lucio risulta indagato con l’accusa di calunnia. L’inchiesta riguarda, appunto, le missive scritte dal carcere minorile di Quartucciu, in cui accusava il meccanico dell’omicidio di Noemi Durini. Nicolì presentò denuncia contro Lucio.
A tal proposito, il pm Donatina Buffelli aveva anche aperto un’inchiesta, iscrivendo Fausto Nicolì nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio volontario. Un atto dovuto, per effettuare i necessari accertamenti investigativi, che evidentemente avranno dato esito negativo. Il meccanico, assistito dall’avvocato Luca Puce, venne anche ascoltato in Procura, respingendo fermamente ogni accusa. Ora presumibilmente, il pm dovrebbe chiedere l’archiviazione del procedimento.

Invece, in un’altra missiva, avrebbe tirato in ballo il proprio genitore.
Il padre Biagio, invece, lo avrebbe aiutato a seppellire il corpo della povera Noemi. Difficile dire quale particolare potrebbe aggiungere: il 18enne ha chiesto di essere ascoltato, ancora, per fornire nuovi dettagli del delitto.


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