Maxi truffa a banche, assicurazioni e giro di patenti false: sei persone rischiano il processo

I fatti relativi all’inchiesta “Camaleonte” si sarebbero verificati a partire dal mese di luglio del 2018 e fino a febbraio del 2020.

Rischiano il processo, i sei imputati per una serie di truffe ai danni di società finanziarie, banche e compagnie assicurative nel territorio salentino.

Dopo la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal sostituto procuratore Stefania Mininni, è stata fissata l’udienza preliminare, dinanzi al gip Cinzia Vergine. Dovranno comparire in data 11 agosto innanzi al giudice: Domenico Cezza, 52enne, di Poggiardo; Pantaleo Martano 55enne di Melendugno; Anna Pantalea De Pascalis, 54enne di Martano e Orazio Orlacchio, 49enne, di Poggiardo. E poi, Luigi Minghetti, alias Pittbull, 61enne di Acquarica-Presicce; Vincenzo Montinaro, 49 anni di Melendugno.

Rispondono a vario titolo ed in diversa misura di: associazione a delinquere, truffa aggravata, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale e da privato, falso in documento valido per l’espatrio.

Cezza, Martano, De Pascalis ed Orlacchio vennero arrestati nel febbraio scorso, dopo essere stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare a firma del gip Giovanni Gallo. In seguito, hanno ottenuto la revoca della misura e sono a piede libero.

Sono assistiti dagli avvocati: Dimitry Conte, Umberto Leo, Mario Blandolino, David Alemanno, Stefano Stefanelli e Oronzo Carrozzini.

Il collegio difensivo, durante l’udienza preliminare, dovrebbe avanzare richiesta di rito alternativo per alcuni degli imputati.

L’operazione “Camaleonte”

L’operazione, denominata “Camaleonte”, è stata condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia economico finanziaria di Lecce.

I fatti si sarebbero verificati a partire dal mese di luglio del 2018 e fino a febbraio del 2020.

I finanzieri hanno sviluppato le indagini partendo da un mutuo ipotecario erogato da una banca di Galatina (parte offesa nel procedimento), in favore di una persona presentatasi quale agente della “Polizia di Stato”, ma le cui generalità, in realtà, appartenevano a uno sportivo, un ex fantino di origine toscana, defunto nel 2014. Il mutuo di un importo di 100mila euro faceva riferimento ad una operazione fittizia di compravendita immobiliare.

Da questo episodio è venuta a galla l’esistenza di un’associazione a delinquere, attiva nella provincia di Lecce, ma con interessi anche nel brindisino, dedita alla contraffazione di documenti di identità, buste paga e certificazioni amministrative mediante l’uso di dati anagrafici falsi o appartenuti a soggetti defunti, al fine di trarre in inganno l’istituto di credito.

Secondo l’accusa, Cezza stabiliva quali documenti contraffare e incaricava Martano e la De Pascalis della loro concreta realizzazione. Quest’ultima, sfruttando il ruolo di funzionaria di banca, faceva in modo che le truffe ai danni della banca andassero a buon fine. Finché la dipendente non è stata scoperta e licenziata per giusta causa.

Invece, ai timbri ed alle false autocertificazioni provvedevano dei soggetti campani non identificati.

Non solo, poiché l’associazione era specializzata nella falsificazione di patenti di guida. E poi, l’associazione a delinquere avrebbe tentato un’altra truffa ai danni di una banca di Lecce per la concessione di un mutuo ipotecario.

L’organizzazione ha poi realizzato una maxi truffa nei confronti di una nota società di assicurazioni di Brindisi, mediante l’attivazione di numerosissime false polizze sulla vita a carico di persone inesistenti o decedute (circa 400 per un valore complessivo di oltre 760 mila euro), grazie al contributo dell’agente assicurativo Andrea Orlacchio che “aggiustava” le pratiche, senza che la direzione se ne accorgesse.



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