Ostruzionismo verso Mauro Minelli? Processo bis per Luigi Pepe, ex Presidente dell’Ordine Medici

Il 71enne di Surano risponde assieme a due colleghi, dell’accusa di abuso d’ufficio. I tre imputati dovranno presentarsi il 9 febbraio prossimo, dinanzi ai giudici, per la prima udienza.

Finisce sotto processo l’ex Presidente dell’Ordine Medici di Lecce, Luigi Pepe, nell’inchiesta bis sul presunto ostruzionismo nei riguardi di Mauro Minelli, Dirigente Responsabile del Centro Imid di Campi Salentina, all’epoca dei fatti.

Il gup Vincenzo Brancato, al termine dell’udienza preliminare, ha rinviato a giudizio il 71enne di Surano. Non solo lui, ma anche Amedeo Bianco, 69 anni originario di Napoli ma residente a Torino e Roberta Chiersevani, 70 anni nata a Trieste, con residenza a Gorizia, in qualità di Presidenti, succedutisi all’epoca dei fatti, della Federazione Nazionale Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCO).

I tre imputati rispondono dell’ipotesi di reato di abuso d’ufficio. Dovranno presentarsi il 9 febbraio prossimo, dinanzi ai giudici della seconda sezione collegiale per l’inizio del processo.

In una scorsa udienza, Mauro Minelli si è costituito parte civile con gli avvocati Giuseppe Terragno e Anna Centonze.
Luigi Pepe è assistito dagli avvocati Luigi Covella e Mariangela Vanessa Pepe.

I fatti

Nei mesi scorsi, la Procura ha chiuso il secondo filone dell’inchiesta sui presunti soprusi esercitati da Pepe nei riguardi di Mauro Minelli. Il 71enne di Surano, secondo il pubblico ministero Paola Guglielmi, avrebbe ostacolato la rinuncia di quest’ultimo all’iscrizione dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Lecce e la successiva iscrizione presso quello di Potenza.

Il pm ritiene, infatti, che Pepe avrebbe “falsamente rappresentato alla ‘FNOMCO’ che non vi erano i presupposti legittimanti di legge”. Nei confronti di Minelli, secondo quanto sostenuto da Pepe, era in corso un procedimento disciplinare, avviato attraverso “convocazione dell’iscritto presso l’ordine per essere audito”, precedente la richiesta di rinuncia all’iscrizione all’Albo di Lecce.

In base agli accertamenti, tale documento si rivelava inesistente e sarebbe servito a Pepe, afferma il pm, soltanto “al fine di assicurarsi l’impunità sul piano disciplinare, in relazione a tutte le condotte vessatorie sulle quali la Federazione si sarebbe dovuta pronunciare, su istanza del Minelli, che aveva altresì trasmesso l’avviso di conclusione delle indagini a carico del detto Pepe”.

Invece, gli altri due imputati di questa seconda inchiesta, ovvero i Presidenti del FNOMCO Amedeo Bianco e Roberta Chiersevani, avrebbero secondo il pm Guglielmi “omesso di attivare il proprio potere disciplinare nei confronti di Luigi Pepe”. In che modo? Sostiene la Procura leccese, “avallando la falsa prospettazione di quest’ultimo, presso il Ministero della Salute e l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Potenza”.

L’altro processo

Intanto, dinanzi ai giudici della seconda sezione collegiale, prosegue l’altro processo a carico dell’ex Presidente dell’Ordine dei Medici. Pepe deve difendersi dall’accusa di presunte pressioni sul Centro Imid di Campi Salentina e il suo dirigente Mauro Minelli, al fine di “costringerlo” a dimettersi.


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