Era il 20 maggio 1999, quando il giuslavorista Massimo D’Antona fu ucciso a pochi passi dalla sua abitazione a Roma. A rivendicare l’omicidio furono le Nuove Brigate Rosse
Il giudice, al termine del processo, ha emesso una sentenza di assoluzione per l’imputato che rispondeva dell’ipotesi di reato di corruzione di minorenne aggravata.
L'allarme è stato lanciato intorno alle 21:30 da un giovane seduto su una panchina, il quale ha notato i resti umani e ha immediatamente avvisato le autorità.
In una scorsa udienza, il pm aveva chiesto la modifica del reato di associazione mafiosa in quello di associazione per delinquere, con l’aggravante del metodo mafioso.
L'uomo era alla guida di una Porsche quando, per cause in corso di accertamento, ha improvvisamente perso il controllo del veicolo, andandosi a schiantare