Passaggio di consegne della cocaina in un’abitazione di Surbo: condannati i quattro imputati

L’operazione fu condotta dai Carabinieri di Lecce. Gli uomini dell’Arma erano appostati nei pressi dell’Hotel Tiziano, dove ci fu il primo incontro tra la macchina di due salentini e di un calabrese; le seguirono fino a Surbo, dove avvenne il ‘passaggio’ della droga.

Erano stati "pizzicati" dai carabinieri nel bel mezzo del "passaggio di consegne" di una grossa partita di cocaina ed oggi sono arrivate quattro condanne nel processo in abbreviato.
 
Il gup Stefano Sernia ha inflitto una pena di: 6 anni e 18mila euro per Ferdinando Donadeo, 63enne, difensore Giuseppe Russo, sostituito da Gabriele Valentini; sempre 6 anni e 18mila euro per il complice Umberto Nicoletti, 38enne, difeso dall'avvocato Giancarlo dei Lazzaretti; 5 anni e 4 mesi per Andrea Santoro, 25 anni, difeso dall'avvocato Pantaleo Cannoletta; 6 anni ed 8 mesi Antonio Villirino, calabrese di 47enne, residente a Portogruaro (provincia di Venezia) difensori Arnaldo Tacus del Foro di Crotone e Roberto Luciani del Foro di Pescara.
 
Il giudice ha concesso a tutti e quattro gli imputati, le attenuanti generiche equivalenti alla recidiva specifica infraquinquennale. La sentenza del giudice si è attenuta sostanzialmente alle richieste di condanna formulate dal pubblico ministero Maria Rosaria Micucci. Nella discussione odierna in aula, i difensori avevano invocato le attenuanti generiche, come richiesto dal pm Micucci prima e accordato dal gup Sernia dopo (soltanto l'avvocato Cannoletta aveva chiesto l'assoluzione del proprio assistito, considerando la posizione marginale di Santoro nella dinamica dell'accaduto).
 
L'operazione antidroga, fu condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Lecce, il 3 luglio scorso. Gli uomini dell’Arma erano appostati nei pressi dell'hotel Tiziano, dove ci fu il primo incontro tra la macchina dei salentini è quella del calabrese; essi seguirono le due auto che si fermarono in Via La Pira a Surbo presso l'abitazione di Nicoletti; qui, sarebbe avvenuto un incontro tra le quattro persone successivamente arrestate ed il "passaggio" della sostanza stupefacente, dalla Fiat 500 all’interno della villa. A questo punto, avuta la certezza che qualcosa stava accadendo, imilitari decisero di fare irruzione nella casa. Accompagnati dai cani delle Fiamme Gialle, hanno puntato la stanza da letto della villa ed all'interno di un armadio, occultata sotto alcuni maglioni, è stata rinvenuta una busta di colore nero, con allinterno due panetti di cocaina, per un peso complessivo di circa 2 kg.
Identificato il corriere, figura di un certo rilievo in ambito criminale, sono stati allertati i colleghi del luogo di residenza dell’uomo, a Chioggia in provincia di Venezia che, a seguito di una perquisizione domiciliare presso l’abitazione, hanno recuperato altri 600 gr. di cocaina e 16mila euro in contanti.
 
Successivamente i quattro uomini alla presenza dei propri avvocati, furono sentiti dal gip Annalisa de Benedictis. Il giudice convalidò il fermo e dispose la custodia cautelare in carcere per Santoro, Nicoletti e Villirino; riguardo Donadeo, si riservò sulla richiesta di concedere i domiciliari, poiché ricoverato in ospedale (attualmente soltanto Donadeo si trova ai domiciliari, mentre gli altri sono ancora detenuti). Interrogati dal gip: Santoro ha confermato di essere stato alla guida della macchina, che ha accompagnato Nicoletti a Surbo, in via La Pira; quest'ultimo doveva concludere un affare per l'acquisto di una macchina. Santoro, secondo il suo racconto, lo avrebbe poi ripreso, quando sopraggiunsero le altre due auto, la Fiat 500 e l’Opel Agila. A quel punto, Nicoletti gli avrebbe detto che poteva anche andare via, perché aveva trovato un passaggio, ma in quegli stessi istanti, sopraggiunsero i carabinieri.
 

Villirino invece, ha affermato che la droga trovata dagli investigatori, doveva essere consegnata ad altre persone con cui doveva incontrarsi; mentre, con Donadeo, avrebbe solo dovuto imbastire una trattativa proprio per la vendita di un’auto. Anche Donadeo ha rilasciato dichiarazioni, escludendo la partecipazione al possesso di sostanze stupefacenti e di aver raggiunto Surbo per altri motivi.



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