Rischiava l’espropriazione dei terreni: il Consiglio di Stato le dà ragione

Grazie al ricorso vinto in appello, contro la Provincia di Brindisi ed il Comune di San Pietro Vernotico, Maria Gravili difesa dall’avvocato Anna Maria Ciardo, vede allontanarsi lo spettro di un’espropriazione dei suoi terreni, per il completamento di una strada provinciale.

Rischiava l'espropriazione dei terreni della sua azienda agricola, per consentire il completamento della circonvallazione di San Pietro Vernotico, ma grazie ad una sentenza del Consiglio di Stato del 2 Dicembre 2014, depositata in segreteria il 31 marzo 2015, la proprietaria può tirare un sospiro di sollievo.

Maria Gravili, aveva presentato nel 2013, ricorso in appello presso la Quarta Sezione, tramite il suo difensore Anna Maria Ciardo, ottenendo l'accoglimento dello stesso e la riforma della sentenza del TAR PUGLIA- SEZIONE DI LECCE. Quest'ultima, era stata impugnata, dopo che era stato respinto il ricorso presentato in primo grado: contro la Provincia di Brindisi, difesa dall'avvocato Mariangela Carulli, in cui si chiedeva l'annullamento, tra i vari atti, della deliberazione della Giunta Provinciale di approvazione del progetto definitivo dell'opera e della nota della Provincia di Brindisi, recante comunicazione di avvenuta efficacia del provvedimento di approvazione dei lavori di completamento della "Strada provinciale 84-Circonvallazione del Comune di San Pietro Vernotico"; contro il Comune di San Pietro Vernotico, difeso dall'avvocato Guido Massari, chiedendo di annullare la deliberazione del Consiglio Comunale che approvava la realizzazione, con l'apposizione del vincolo preordinato all'esproprio, rendendo efficace la dichiarazione di "pubblica utilità" del terreno di  proprietà di Maria Gravili.

Il ricorso fu respinto dal TAR di Lecce, poiché secondo i giudici erano state rispettate, dalle amministrazioni chiamate in causa, le forme comunicative previste dalla legge regionale e dal D.P.R. 8 giugno 2011 per i procedimenti ablatori di "massa" ( riguardanti più di 50 persone). Inoltre, affermavano i magistrati, la legge regionale prevede che "l'approvazione del progetto preliminare o definitivo, deliberata dal competente consiglio comunale, costituisce variante allo strumento urbanistico, senza necessità di approvazione regionale".
 
La parte appellante, rappresentata dall'avvocato Ciardo, ribadiva anzitutto che il tracciato stradale comportava "variante allo strumento urbanistico", poiché attraversava longitudinalmente i terreni della signora Gravili, "senza che ve ne fosse necessità"e riproponeva sostanzialmente le argomentazioni già sviluppate in primo grado. Anzitutto, secondo l'avvocato Ciardo, nella procedura espropriativa, la "comunicazione" a cui faceva riferimento il giudice era stata sostituita dal pubblico avviso su due quotidiani (Albo Pretorio del Comune di San Pietro e della Provincia) e in essi venivano indicati soltanto i dati catastali degli immobili interessati dall'espropriazione e non quelli anagrafici dei proprietari. Inoltre, il primo avviso era stato pubblicato in maniera corretta, ma quando era già stata approvata la delibera della Giunta Provinciale.
 
Il Consiglio di Stato, dopo aver chiesto in una prima udienza fissata in data 8 luglio 2014, un'integrazione della documentazione da parte della Provincia di Brindisi e del Comune di San Pietro Vernotico, si è pronunciato, in seguito alla camera di consiglio del 2 dicembre dello stesso anno, per l'accoglimento del ricorso.



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