In alto mare su una barca a vela, aiutati 111 migranti. Arrestato lo skipper

Tra i migranti aiutati dalla Guardia di Finanza c’erano anche 17 famiglie. Lo skipper è stato arrestato con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

In alto mare, su una barca a vela. I mezzi aeronavali del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Bari, nell’ambito della quotidiana attività di controllo delle frontiere esterne dell’Unione Europea, hanno localizzato e monitorato una barca a vela sospettata di trasportare migranti irregolari che dirigeva verso le coste salentine.

Era al largo di Leuca. E il timore che fosse un viaggio della speranza è stato talmente forte che gli uomini delle Fiamme Gialle hanno deciso di fermare il veliero sospetto per sottoporlo a un controllo approfondito. Sospetti fondati.

A bordo i militari hanno scoperto, stipati sottocoperta, 111 migranti tra cui 17 nuclei famigliari (59 uomini, 20 donne e 32 minori), di nazionalità irachena, iraniana e siriana. La barca a vela è stata condotta nel porto di Leuca, dove gli stranieri sono stati accolti e, dopo i primi accertamenti sanitari, condotti presso il Centro di Accoglienza Temporanea “Don Tonino Bello” di Otranto (LE) e presso la “Masseria Ghermi di Lecce”.

Lo skipper, di nazionalità ucraina, sorpreso alla condotta dell’imbarcazione, è stato tratto in arresto per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Sono in corso approfondimenti investigativi finalizzati ad individuare ulteriori responsabili.

Il veliero, nominativo ZOLA con scafo di colore bianco, lungo circa 18 metri, è stato sequestrato dai Finanzieri della Sezione Operativa Navale di Gallipoli.



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