Spacciava ai domiciliari e fugge dai carabinieri, 58enne torna in carcere

Ieri pomeriggio i militari di Alessano si sono recati presso l’abitazione dell’uomo, nel centro storico del Paese, per eseguire l’ordinanza. De Nuccio, alla vista dei militari si è dato alla fuga. A quel punto i carabinieri si sono messi sulle sue tracce.

Continuava a spacciare droga nonostante stesse scontando, ai domiciliari, una condanna di sei anni e quattro mesi per reati inerenti proprio la compravendita di sostanze stupefacenti. Oggi pomeriggio i carabinieri della Stazione di Alessano, in  esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Lecce, hanno arrestato Teodoro De Nuccio, 58enne del luogo.

Da un po’ di tempo, in realtà, militari lo stavano controllando perché avevano sospettato che l’uomo stesse violando la normativa antidroga. Proprio nel corso di queste attività, è stato sorpreso ad utilizzare un telefono cellulare nonostante il divieto categorico dell'Autorità Giudiziaria. Il Tribunale di Lecce, notiziato di ciò da un’informativa dei carabinieri, ha disposto l'aggravamento della misura, sostituendo la detenzione domiciliare con quella in carcere.

Ieri pomeriggio i carabinieri si sono recati presso l’abitazione del 58enne, nel centro storico del Paese, per eseguire l'ordinanza. De Nuccio, alla vista dei militari si è dato alla fuga. A quel punto i carabinieri si sono messi sulle sue tracce, eseguendo anche una perquisizione in casa, dove hanno scoperto e sequestrato circa 80 grammi di marijuana, una dose di cocaina e 120 euro, in banconote di vario taglio, ritenute provento dell’attività di spaccio, oltre  ad appunti e vario materiale per il confezionamento della droga.

Per questo è scattata la denuncia in stato di irreperibilità per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti ma anche per il reato di evasione. Le ricerche nei confronti dell’uomo sono state intensificate anche durante tutta la notte e questa mattina, vistosi braccato, De Nuccio si è consegnato ai carabinieri che, espletate le formalità di rito, lo hanno accompagnato in carcere.