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Strage di Cursi: una perizia balistica per risolvere il “mistero” della pistola

by Angelo Centonze
18 Ottobre 2018 16:06
in Cronaca
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Al via la perizia balistica per far luce sulla pistola, usata dal’assassino reo confesso di Cursi. Nella mattinata odierna, dinanzi al pubblico ministero Donatina Buffelli, vi è stato il conferimento dell’incarico al consulente tecnico Riccardo Ramirez.
L’avvocato Nicola Leo, difensore di Roberto Pappadà, non ha nominato alcun consulente di parte.

Stesso discorso per le persone offese: Fernanda Quarta, moglie di Franco Marti; Carlà Marti, la figlia della coppia, che vive fuori regione; Simona Marrocco, fidanzata di Andrea Marti, assititi dall’avvocato Arcangelo Corvaglia. Il marito di Maria Assunta Quarta è, invece, difeso dall’avvocato Marino Giausa.

L’accertamento tecnico irripetibile servirà ad individuare le caratteristiche dell’arma, (revolver Smith&Wesson calibro 357 magnum con canna a 2 pollici) e accertare eventuali contrassegni cancellati, attraverso l’uso di acidi.

Pappadà si trova attualmente recluso nel carcere di Taranto. Il suo avvocato, Nicola Leo, ha avuto un colloquio con lui nei giorni scorsi. Il legale sta valutando la possibilità di avanzare una richiesta di perizia psichiatrica, per accertare la capacità di intendere e di volere al momento dei fatti.

L’interrogatorio

“Mi sono procurato la pistola per sterminare la famiglia”. È la scioccante versione dei fatti del 57enne di Cursi, dinanzi al giudice. In merito alla disponibilità dell’arma, non avrebbe specificato come e da chi se la sarebbe procurata, ma sarebbero comunque emerse indicazioni importanti. La pistola, come ha confessato, gli sarebbe servita per “risolvere” i dissidi con i Marti.

Successivamente, il gip Carlo Cazzella ha convalidato l’arresto nei confronti di Pappadà e disposto la misura del carcere. Risponde di triplice omicidio, aggravato dai futili motivi e dalla premeditazione, di tentato omicidio e detenzione e porto di arma.

La ricostruzione della notte di follia

Erano da poco passate le 23.00, quando il 57enne ha messo in scena la strage. Il primo a perdere la vita è stato Andrea Marti. Il 36enne stava rientrando a casa con la fidanzata, quando ha trovato Pappadà, fermo davanti a lui con la pistola in mano. Il ragazzo è morto subito.

Qualche minuto dopo, sono arrivati in macchina Franco Marti, la moglie Fernanda Quarta, la sorella della donna Maria Assunta e il marito (rimasto illeso).

La pattuglia della Radiomobile di Maglie è intervenuta in pochi minuti. Gli uomini in divisa sono riusciti a calmare il 57enne che, al loro arrivo, aveva ancora l’arma carica in mano. I Carabinieri sono riusciti a convincerlo ad arrendersi, dopo aver “negoziato” con lui.

Tags: omicidio-cursistrage-cursi
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