50enne di Squinzano morta per le complicanze di una gastroscopia? Aperta un’inchiesta

Il marito della vittima ha sporto una dettagliata denuncia. La famiglia vuole che si faccia chiarezza su quanto avvenuto durante l’esame effettuato presso una clinica privata di Lecce.

La Procura apre un’inchiesta sulla morte di una donna, deceduta dopo le complicanze sopraggiunte ad una gastroscopia.

Il marito della vittima, Teresa Tramacere, 50enne di Squinzano, ha sporto una dettagliata denuncia, attraverso il legale Cosimo Miccoli, presso i carabinieri di Squinzano ed il fascicolo è stato trasmesso al pubblico ministero Paola Guglielmi.

Il decesso è avvenuto nella giornata di ieri, presso l’Ospedale “Vito a Fazzi”. La famiglia vuole, però, che si faccia chiarezza su quanto avvenuto durante l’esame di endoscopia effettuato presso una clinica privata di Lecce.

La signora Tramacere, dopo essersi rivolta uno specialista, aveva prenotato una visita presso un centro medico. Quì, il 19 ottobre scorso, si era recata con le proprie gambe per effettuare la gastroscopia. Al termine della stessa, però si sarebbe sentita male. Infatti, dopo circa 25 minuti sarebbe entrata in arresto cardiaco.

A quel punto, si sarebbe reso necessario il trasporto d’urgenza presso il Vito Fazzi. La donna, giunta in gravi condizioni, dopo cinque giorni trascorsi in stato di coma, non ce l’ha fatta.

I familliari, intendono ora capire, come mai una signora che godeva di buone condizioni di salute, seppur in sovrappeso, sia morta dopo un banale esame di endoscopia digestiva.

L’aggravamento del suo stato sarebbe stato causato dal sondino utilizzato durante l’esame? Qualcosa è andato storto a causa dell’anestesia a cui è stata sottoposta?

Domande a cui dovranno dare una risposta gli inquirenti. Nelle prossime ore, il pm potrebbe disporre il sequestro delle cartelle cliniche.



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