Insegnante “costretta” a un Tso? Preside, comandante dei carabinieri e due medici sotto processo

Inizialmente, l’inchiesta era stata archiviata. I fatti si sarebbero verificati il 20 dicembre del 2014 ed oggi risultano imputati in quattro.

Quattro persone finiscono sotto processo per aver costretto un’insegnante a sottoporsi a un Tso (trattamento sanitario obbligatorio).

Tra di essi, il dirigente scolastico di una scuola primaria del Nord Salento, il comandante della stazione dei carabinieri, una dottoressa del 118, il medico del centro di igiene mentale.

Rispondono, a vario titolo ed in diversa misura, delle accuse di: violenza privata aggravata, abuso di relazione d’ufficio, abuso di autorità, abuso di prestazione d’opera.

Inizialmente, l’inchiesta condotta dal pm Francesca Miglietta era stata archiviata, ma a seguito di opposizione, il gip Edoardo D’Ambrosio ha chiesto l’imputazione coatta dei 4 indagati. Anzitutto, nell’ordinanza il giudice ritiene che, “i fatti oggetto di denuncia sono stati del tutto documentati mediante registrazione audio“.

Il dr. D’Ambrosio sostiene che la persona offesa “sia rimasta vittima di una singolare escalation di costrizioni della sua volontà e di compressione della sua liberta fisica e morale“.

Gli imputati dovranno presentarsi il 14 aprile prossimo, davanti al giudice monocratico Francesca Mariano della Prima Sezione Penale.

Il giudice ha, invece, disposto l’archiviazione del procedimento nei confronti di altri sei indagati. Tra di essi il sindaco e i medici dell’ospedale, “poiché non erano intervenuti sul posto e …non erano consapevoli della situazione che in concreto si era determinata“.

Le indagini

Le indagini sono scattate dopo la denuncia della presunta vittima, un’insegnante leccese, difesa dall’avvocato Stefano Prontera.
I fatti si sarebbero verificati il 20 dicembre del 2014. Il dirigente scolastico voleva notificare alla docente che era in classe, un atto amministrativo, nonostante la donna avesse espresso la volontà che ciò avvenisse a casa.

A quel punto, secondo l’accusa, il preside avrebbe chiamato il comandante della locale stazione. I due avrebbero costretto, con la forza, la donna a recarsi in un ufficio all’interno della scuola. Avrebbero, infatti, fatto giungere un’ambulanza del 118 e la 61enne sarebbe stata costretta a subire un Tso.

La docente avrebbe, così, subito l’iniezione di farmaci sedativi e il successivo ricovero in ospedale, nonostante, secondo la Procura, non manifestasse alcun segno di malessere.



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