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Omicidio del piccolo Stefano Mele: il pianto e lo sgomento di un’intera comunitè

by Marianna Merola
24 Agosto 2017 14:48
in Cronaca
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Un ragazzo modello, conosciuto nel suo paese, Taurisano, per il suo carattere socievole, per l’impegno dimostrato da sempre nello studio e nella vita. Un ragazzo fresco di laurea in economia e commercio, un 110 e lode meritato, una famiglia modello alle spalle. Un giovane 25enne come tanti che decide di commettere un gesto orribile, inspiegabile. I primi segnali si possono cogliere qualche giorno fa, quando su facebook, Giampiero Mele scrive un messaggio alle 9.51 del 29 giugno sulla bacheca del profilo della sua ragazza, della madre di suo figlio, Angelica “la vita è un dono prezioso…ma quando niente ha più senso…perde il suo valore”. “Solo gli sciocchi egoisti pensano questo” risponde Angelica Bolognese, lasciando intendere come la relazione tra i due giovani genitori fosse difficile.
   
Una tragedia annunciata tra le righe e pianificata nel dettaglio. Lo si capisce dalla dinamica dei fatti. Ieri mattina Giampiero Mele si è presentato intorno alle 9:00, a casa dei genitori della ragazza, a Giorgilorio per prendere il figlio: “porto Stefano al mare” aveva detto. A bordo della sua Twingo grigio chiara aveva poi imboccato la superstrada Lecce-Gallipoli in direzione di Ugento. Proprio all’ingresso di Torre SanGiovanni si era fermato in una ferramenta per acquistare una decina di metri di corda di Nylon e un taglierino. Poche decine di metri più avanti, la casa estiva dei genitori del ragazzo, diventata teatro della tragedia.
  
Il giovane laureato ha prima tentato di impiccare il piccolo figlio in bagno, poi temendo che i vicini potessero udire le grida, gli ha reciso la carotide con il taglierino. Dopo il folle gesto ha tentato in tutti i modi di togliersi la vita, tagliandosi le vene, ingerendo dell’acido, tentando di darsi fuoco. Con una lucidità che fa quasi paura. Come la telefonata prima di farla finita alla compagna “vieni a prenderti tuo figlio, l’ho ammazzato. Adesso mi ammazzo anche io”.
 
Al di là dei motivi che hanno spinto Giampiero a questo folle gesto restano una lettera lasciata sul tavolo della cucina, un addio in cui traspare l’odio e la rabbia verso la compagna, il peso per una situazione più grande di lui, difficile da gestire per un ragazzo di 25anni, appena laureato e senza un lavoro. Tra le righe, anche le scuse alla madre.
   
Resta il silenzio e l’incredulità, di un paese sconvolto, di amici e conoscenti, di due famiglie distrutte.  

Tags: omicidi
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