Maglia nera per la Puglia, l’occupazione cala ancora

Dati non confortanti dal Centro Studi Confartigianato: l’occupazione in Puglia registra il segno meno, ancor di più per le donne. I provvedimenti governativi per il lavoro proprio non danno effetti positivi.

La luce in fondo al tunnel c’è e si intravede. Non è solo un modo di dire spesso utilizzato nel momento in cui, guardandosi intorno, tutto sembra essere “nero”. I segnali di ripresa ci sono e – dati alla mano – tutto farebbe pensare che si possa definitivamente considerare come archiviati gli anni “orribili” in cui la crisi ha pesato su tutti i settori dell’economia. Insomma, il peggio sembra essere passato stando alle parole degli esperti e ancor più dei politici ed è bene cominciare a pensare al futuro. Anche nel mercato del lavoro che non è certo stato immune tanto che in più occasioni si è parlato di sistema Italia in ginocchio, qualcosa sembra essersi sbloccato. «Garanzia Giovani»  solo per fare un esempio ha l'obiettivo di trovare un lavoro ai ragazzi di età compresa tra i 15 e i 29 anni che non sono occupati e non studiano e per farlo la Ue per questo ha messo a disposizione dell'Italia un miliardo e mezzo per il biennio 2014-2015.        
 
E visto che i numeri hanno sempre fatto la differenza, in due mesi, i primi del 2015, – come dichiarato dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti – sono stati attivati 79mila contratti a tempo indeterminato in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Eppure, qualche segnale di fumo arriva ancora. Niente buone notizie per l’occupazione in Puglia. Il trend è sempre in netto calo: il tasso è sceso al 41.8 % e il dato si riferisce al quarto trimestre del 2014, di cui il 55,8 % riguarda gli uomini, mentre il 28,1 % le donne.

Gli occupati sono un milione 130mila (nel trimestre precedente erano un milione 139mila e il tasso si attestava al 42 per cento). E’ quanto emerge da un’elaborazione del Centro Studi di Confartigianato Imprese Puglia su dati Istat.
La diminuzione degli ultimi anni conferma il persistere di una condizione ancora critica. “I dati elaborati dal nostro Centro Studi regionale – commenta Francesco Sgherza, presidente di Confartigianato Imprese Puglia – evidenziano l’estrema criticità della situazione occupazionale nella nostra regione. Anche nella provincia di Brindisi ed in quella di Barletta-Andria-Trani, dove il dato è in risalita rispetto al 2013, il valore assoluto risulta essere ancora troppo basso. Grande preoccupazione suscita la situazione della provincia di Foggia, in cui dal 2010 ad oggi il numero degli occupati ha subito un crollo verticale. In particolare – continua il presidente – colpiscono i numeri dell'occupazione femminile: ad oggi solo poco più di una donna pugliese su quattro ha un lavoro regolare e questo è un fatto intollerabile. Auspichiamo che i provvedimenti contenuti nel Jobs Act, unitamente agli sgravi contributivi previsti dalla legge di stabilità, contribuiscano in maniera importante a sbloccare il mercato del lavoro. Tuttavia – sottolinea Sgherza – questi interventi da soli non bastano per generare occupazione. Sono le imprese, specie quelle piccole e medie, a creare posti di lavoro. Solo attraverso un piano organico di sostegno allo sviluppo imprenditoriale ed incisive riforme in materia di fisco, credito, giustizia civile e burocrazia, la cui ipertrofia è spesso occasione di corruzione, potremo porre le basi per una stabile ripresa occupazionale”.

Nelle province pugliesi, Bari si ferma al 45.1 % (contro il 45.2 del 2013), Foggia scende dal 38.6 al 37.2, Taranto dal 42.8 al 41.4 e Lecce dal 42.3 al 41.6. In ripresa, invece, rispetto al 2013, la provincia di Brindisi che passa dal 43 al 44 % e quella di Barletta-Andria-Trani che passa dal 37.7 al 41.4.

Insomma, come sempre il Mezzogiorno piange e ancor di più la Puglia. Degli effetti  post provvedimenti governativi ancora nessuna traccia.



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