​’Se volete candidare Stefano a sindaco di Lecce, presentatelo alle primarie’. Blasi lancia la sfida alla Segreteria Provinciale Pd

L’ex primo cittadino di Melpignano non ha mai nascosto il desiderio di candidarsi a sindaco di Lecce previo passaggio dalle Primarie. Ma sono tante le voci secondo cui la segreteria avrebbe già confluito sulla figura di Dario Stefano.

Se il Pd provinciale pensa di candidare a sindaco di Lecce Dario Stefano senza passare dalle primarie se la dovrà vedere con gli elettori e con Sergio Blasi. Questo il messaggio che l’ex sindaco di Melpignano lancia in maniera molto netta. Le parole non hanno bisogno di interpretazione alcuna: ‘io dico senza infingimenti e senza alcuna presunzione: il Pd provinciale presenti Dario Stefàno alle primarie. Bando alle pantomime, tanto è evidente che tavoli e direzioni servono solo a ratificare una decisione presa mesi fa a tavolino. Saranno poi gli elettori del centrosinistra a scegliere il candidato sindaco tra quanti presenteranno il proprio progetto di città. Io sarò tra questi, per dare il mio contributo alla luce del sole’.

Mesi fa fu proprio Sergio Blasi a lanciare la pietra nello stagno con la sua candidatura almeno alle Primarie per la corsa a primo cittadino del Capoluogo barocco. Ma forse non tutti nella segreteria provinciale Pd sono convinti che le Primarie siano la strada giusta per individuare il candidato alla carica di sindaco di Lecce. Meglio, per molti, allargare il tavolo del dibattito e della discussione, evitare le faide interne tipiche delle Primarie e provare a trovare un candidato con una base di consensi più ampia rispetto a quella portata in dote da un uomo di partito. Tanti i nomi di cui si è parlato così: Dario Stefano, in primis. Ma poi anche tanti rumors su Saverio Sticchi Damiani, deus ex machina del Lecce calcio e avvocato brillante della città. Per non parlare poi dell’idea, che qualcuno attribuisce a Loredana Capone, di puntare su Alessandro Delli Noci, assessore dell’attuale giunta di centrodestra che potrebbe incarnare la figura del pontiere in grado di traghettare i voti del centrodestra verso la sponda opposta.

Blasi spariglia i giochi e ribadisce la necessità del percorso delle primarie per individuare un candidato condiviso, lasciando trapelare la riflessione che quel metodo o è sempre valido oppure non deve essere mai utilizzato. L’intermittenza nel ricorso a quel tipo di consultazione crea soltanto confusione negli elettori.

Insomma se nel centrosinistra sono tanti ad ambire alla carica di primo cittadino, anche dalla parte opposta non si scherza. Forse la successione a Paolo Perrone non è stata preparata a dovere e quindi gli aspiranti crescono: la candidatura di Roberto Marti sembra essere quella in pole, ma Gaetano Messuti e Attilio Monosi non stanno certo a guardare. Con l’ipotesi Saverio Congedo (figura più conciliante) che si staglia all’orizzonte. Ieri il tavolo del centrodestra si è incontrato per le prime schermaglie. Presenti Cor e Forza Italia. Assente Area Popolare che non nasconde qualche mal di pancia.



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