Concessioni demaniali e Bolkestein, Federbalneari a Bruxelles il 27 gennaio

Accolta la petizione di Renato Papagni, presidente di Federbalneari, aprendo uno spiraglio importante per il turismo balneare circa le concessioni ventennali. Arriva la convocazione a Bruxelles il 27 gennaio.

Concessioni ventennali? L’Europa dice sì. “La durata di ogni nuova concessione deve essere stabilita, caso per caso, dalle autorità italiane competenti, tenendo conto di garantire l’ammortamento degli investimenti e la remunerazione dei capitali investiti da parte della persona che la ottiene”. La nota della Commissione Europea Petizioni sta a significare che la petizione del Presidente di Federbalneari Italia, Renato Papagni, è stata accolta. Ergo, la contrarietà sulla proroga ai vent'anni espressa dalla Commissione Europa appare ormai un lontano ricordo. A segnalarcelo mediante un comunicato stampa pervenuto in redazione è il salentino Mauro Della Valle, vicepresidente nazionale di Federbalneari Italia. Non solo. Della Valle ci fa sapere che il prossimo 27 gennaio sarà insieme a Papagni e all’Avv. Lorenzo Danilo (responsabile dell’Ufficio legale della Federazione) per rispondere, nella sede del Parlamento Europeo, alla convocazione della medesima Commissione  Petizioni.

Prima di questo, però, la Giunta di Federbalneari Italia parteciperà in un momento separato ad un incontro esclusivo con i Sottosegretari di Stato Francesca Barracciu, Sandro Gozi e Pier Paolo Baretta  al fine di valutare congiuntamente l’eventuale azione del Governo Italiano, supportando così una decisione che la stessa U.E. potrebbe prendere dopo la seduta del 27 gennaio. 

Le posizioni di Federbalneari Italia sembra piuttosto chiara: in primis, evidenza pubblica – come vuole l’UE – per le nuove concessioni, con tanto di bando e business plan trentennale. E poi ancora, validità delle concessioni demaniali al 31/12/2020 espressa dall’Unione Europea; rinnovo da dieci a trent’anni – riguardo alle attuali concessioni demaniali esistenti – alla scadenza del 2020, più un adeguato piano di investimenti per riorganizzare il prodotto turistico; revisione dei canoni demaniali mediante l’inserimento di un’aliquota unica, dunque separata, per fabbricati e spiaggia; riconoscimento del valore d’azienda (quello commerciale tutt’ora è sconosciuto); riallineamento dell’IVA al 10% (il settore balneare è l’unico ad essere assoggettato al 22%); studi di settore e determinazioni catastali; norme per il mantenimento delle strutture amovibili nel periodo invernale e standard urbanistici edilizi.



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