Lecce piace sempre di più. Il capoluogo salentino eletto tra le cento città da visitare al Mondo

Secondo un’indagine svolta dal portale Trivago, la città leccese è la prima in Italia in questa speciale graduatoria che si riferisce anche al rapporto qualità prezzo delle sue strutture ricettive.

La stagione estiva è terminata da un pezzo, ma la destagionalizzazione del turismo resta uno degli obiettivi principali che il Salento, attraverso le sue istituzioni e economie locali, ha intenzione di raggiungere nel prossimo futuro. Attestati di stima ed importanti riconoscimenti, intanto, continuano ad arrivare soprattutto per il centro nevralgico di tutto il Salento, quella Lecce che ancora non ha digerito benissimo la mancata vittoria nella corsa a Capitale della Cultura Europea 2019.

Il capoluogo salentino, infatti, è stato inserito tra le migliori 100 città da visitare nel mondo nel prossimo anno. Il riconoscimento arriva direttamente dal sito “Trivago”, il motore di ricerca di hotel, che ha stilato una classifica sulla base del rapporto qualità prezzo delle strutture ricettive offerte.  Il motore di ricerca hotel ha rilasciato la Best Value City Index 2015.

Nella seconda edizione della classifica, che prende in considerazione diversi parametri tra cui un minimo di 50 hotel per città ed almeno 150 recensioni registrate sul portale, compare anche Lecce, prima tra le italiane. La culla del Barocco, apprezzata dai turisti di tutto il mondo per la sua spettacolare architettura e per i suoi grandi fermenti culturali, si è infatti piazzata in trentaseiesima posizione, con un indice del 95,13%, precedendo Pompei (trentasettesima) ed Alberobello, che con un indice del 94,57% occupa il 49esimo posto della classifica.

Grande soddisfazione è stata espressa dall’assessore al Turismo, al Marketing territoriale, agli Spettacoli e agli Eventi, Luigi Coclite che si è espresso in questo modo: “Sono felice per questo ennesimo riconoscimento ottenuto dalla nostra città che ci ripaga di tanti sforzi e del grande impegno profuso per assicurare ai cittadini e ai turisti servizi di qualità.  Ma tutto ciò non deve farci cullare sugli allori perché c’è ancora tanto da fare. E’ necessario lavorare tutti insieme per continuare a migliorare l’offerta turistica puntando su una efficace sinergia tra pubblico e privato. Ora la prossima frontiera si chiama destagionalizzazione del turismo che può avvenire solo se si valorizzano altri tipi di offerte turistiche, come quella religiosa e quella sportiva, per esempio, che riescono ad attrarre sempre più visitatori in giro per il Mondo”.



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