Il Tribunale del Riesame non entra nel merito sulla richiesta di dissequestro dell'azienda con sede succursale a Casarano. I sigilli vennero apposti il 1 dicembre 2015 a seguito del decreto di sequestro preventivo. L'avvocato Fritz Massa presenterà ricorso in Cassazione.
Per il 5 gennaio 2016 è stata fissata un'altra udienza del Riesame per decidere in merito alle istanze presentate dall'avvocato Laterza per i suoi assistiti, tra cui anche quella per il presunto capo dell'organizzazione Marco Antonio Giannelli.
Il giudice Alcide Maritati si sofferma sulla sussistenza del fumus dei reati ipotizzati dalla Procura. Egli stigmatizza le misure imposte dal Commissario Straordinario, tra cui l'uso massiccio di pesticidi ed il superamento delle concentrazioni di PM10.
Il giudice ha convalidato il provvedimento firmato dal procuratore capo Cataldo Motta e dai sostituti Elsa Valeria Mignone e Roberta Licci. La Procura di Lecce aveva emesso un decreto di sequestro preventivo d'urgenza, contenente dieci avvisi di garanzia.
Invece, per altri due squinzanesi, Vittorio e Francesco Pezzuto, rispettivamente padre e figlio, il loro difensore, l'avvocato Paolo Spalluto, ha eccepito la nullità della richiesta di rinvio a giudizio, oggi accolta dal giudice.
Il 52enne di Manduria era accusato di rapina e duplice omicidio volontario aggravato dalla crudeltà, dei coniugi Luigi Ferrari e Antonella Parente, assassinati nella loro casa di Porto Cesareo la notte tra il 23 e il 24 giugno di un anno fa.
In una delle intercettazioni, Marco Giannelli esprimerebbe la volontà di compiere un atto intimidatorio contro il parroco, don Angelo Corvo. In un'altra, emergerebbe come Provenzano si sia indispettito per la 'minaccia' di Mercuri di votare un altro candidato alle amministrative.
Questa mattina si è svolto l'interrogatorio di garanzia degli ultimi 3 indagati ai domiciliari. Mazzotta avrebbe negato di avere aiutato Giannelli a ottenere il rilascio della patente di guida, come emergerebbe da alcune intercettazioni.
Hanno dato la loro ricostruzione dei fatti, rilasciando spontanee dichiarazioni in aula. Nelle scorse ore si è tenuta l'udienza preliminare, per i 4 presunti scafisti partiti dalla Turchia ed approdati nelle prime ore del 30 dicembre 2014, nel porto di Gallipoli.
L'indagine fu iniziata dal procuratore aggiunto Elsa Valeria Mignone, assieme alla collega Roberta Licci, che aprì un fascicolo contro ignoti, con l'accusa di 'diffusione di malattie delle piante'.