Picchiava, minacciava e chiudeva dentro casa la compagna? 55enne a processo per sequestro di persona

Il processo si terrà davanti al gup Michele Toriello, con rito abbreviato condizionato all’acquisizione delle dichiarazioni della persona offesa.

Sceglie il rito abbreviato condizionato, un 55enne leccese accusato di avere minacciato, picchiato e chiuso a chiave dentro la propria abitazione la compagna. Nelle scorse ore, il gup Michele Toriello ha accolto l’istanza del suo legale, l’avvocato Fulvio Pedone.

L’imputato risponde delle accuse di minacce aggravate, violenza privata, lesioni personali e sequestro di persona. Il processo si terrà in data 13 settembre, con rito abbreviato condizionato all’acquisizione delle dichiarazioni della persona offesa attraverso le quali, secondo la difesa, i fatti risulterebbero sensibilmente depotenziati.

Le indagini hanno preso il via, dopo una segnalazione alle forze dell’ordine, da parte vicini di casa, allertati dalle urla provenienti dall’abitazione. Secondo il pm Massimiliano Carducci, titolare dell’inchiesta, il 55enne leccese spinto dalla gelosia, il 18 aprile scorso, avrebbe morso al volto e afferrato per il collo la compagna non convivente, per costringendola a rimanere all’interno della sua abitazione. Non solo, poiché l’avrebbe minacciata di morte, apostrofandola con frasi ingiuriose, nonostante il tentativo della donna di calmarlo.

E ancora, il compagno brandendo un coltello da cucina con lama di 30 cm, le avrebbe intimato di fare silenzio per non farsi sentire dai vicini. Infine, tra le 4 e le 8:15, avrebbe chiuso la porta d’ingresso di casa, estraendo le chiavi dalla toppa e nascondendole nella tasca dei pantaloni. Così facendo, avrebbe impedito alla compagna di uscire, nonostante lo implorasse di lasciarla andare via. A seguito dei fatti, il 55enne leccese è stato raggiunto da un divieto di avvicinamento alla persona offesa.