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60enne morì dopo tre interventi allo stomaco. Cinque medici a processo con il rito abbreviato

by Angelo Centonze
11 Febbraio 2022 17:06
in Cronaca
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Saranno giudicati con il rito abbreviato cinque medici del “Vito Fazzi” imputati per il decesso di un 60enne leccese, dopo un intervento di gastrectomia. I “camici bianchi” rispondono dell’ipotesi di reato di responsabilità colposa per morte in ambito sanitario. Il gup Sergio Tosi, intanto, ha disposto una perizia ed ha nominato il medico legale Roberto Vaglio e il professore Nicola Palasciano dell’Universita di Bari. Gli specialisti dovranno accertare le cause del decesso e, tra le altre cose, “se e in quale misura la condotta del sanitario si sia discostata dalle pertinenti linee guida o buone pratiche clinico-assistenziali”.

Le indagini sono state condotte dal sostituto procuratore Stefania Mininni. I medici sono assistiti dagli avvocati Luigi Covella, Luigi Carrozzini, Corrado Sammarruco, Stefano Costantini, Michela Mazzotta, Sergio Sanità Gigante, Giacinto Mastroleo.

In una precedente udienza, i parenti della vittima, assistiti dagli avvocati Francesca Conte e Simone Potente, si sono costituiti parte civile. Invece, l’Asl ha nominato come responsabile civile, l’avvocato Paolo Vinci.

L’inchiesta

Le indagini hanno preso il via dalla denuncia dei parenti della vittima, assistiti dagli avvocati Francesca Conte e Simone Potente. Il 60enne di Lecce, affetto da carcinoma gastrico, fu sottoposto ad un primo intervento di gastrectomia totale il 30 marzo del 2017, presso il reparto di Chirurgia del Fazzi. Secondo l’accusa, però, si sarebbe verificato un errore di tecnica chirurgica. Non solo, poiché altre negligenze e imperizie che caratterizzarono il secondo intervento di riparazione del 18 maggio e quello del 22 maggio, causarono delle complicanze. Infine, quando le sue condizioni di salute erano oramai compromesse, il 60enne fu trasferito all’Ospedale Miulli di Acquaviva e morì in data 26 giugno. L’uomo ha lasciato una moglie e tre figlie.

Tags: morti-sospette
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