​Presunta violenza sessuale su un migrante, assoluzione in Appello per il parroco di Nardò

Anche il vice procuratore generale ha invocato l’assoluzione per don Quintino De Lorenzis, oggi 41enne, originario di Alliste, accusato di violenza sessuale. La Corte emetterà la sentenza nelle prossime ore. Il sacerdote era stato condannato in primo grado a 3 anni e 6 mesi.

Arriva l'assoluzione piena in Appello, "perché il fatto non sussiste", per il parroco di Nardò accusato di presunte  molestie sessuali, nei confronti di un giovane migrante. La Corte presieduta da Vincenzo Scardia ha emesso la sentenza nelle scorse ore. Anche il vice procuratore generale Giampiero Nascimbeni ha invocato l'assoluzione per Don Quintino De Lorenzis, oggi 41enne, originario di Alliste, accusato di violenza sessuale. Accolta dunque, la tesi dell'avvocato Giuseppe Bonsegna, che assisteva l'imputato. Il legale ha presentato una corposa memoria difensiva per dimostrare l'estraneità del sacerdote alle accuse contestategli. La presunta vittima invece, difesa dall'avvocato Salvatore Centonze, è stata già risarcita in primo grado.
 
Nel 2013, il sacerdote venne condannato alla pena di 3 anni e 6 mesi, dai giudici della prima sezione penale collegiale (presidente Stefano Sernia). Il parroco fu sospeso dalla Curia e rimosso dal suo incarico. Quest'ultima, fu "trascinata" in aula come responsabile civile (assistita dall'avvocato Marcello Marcuccio) e condannata a risarcire la vittima con 20mila euro da corrispondere in solido, assieme al sacerdote. L’accusa di violenza sessuale farebbe riferimento ad un singolo episodio risalente al 15 ottobre del 2010. In quel periodo, un 27enne di origini marocchine, in attesa del permesso di soggiorno, risiedeva a Nardò (il paese della fidanzata); non riuscendo a trovare un lavoro e trovandosi in serie difficoltà economiche, si recò in parrocchia. Don Quintino De Lorenzis, parroco della chiesa di San Gerardo Majella, si mostrò disponibile ad aiutarlo. Nella denuncia, il ragazzo marocchino raccontò che il giorno seguente si sarebbe recato in sagrestia per ritirare alcuni capi d’abbigliamento. Il sacerdote, mentre lo aiutava a indossare i vestiti nuovi,  lo avrebbe palpeggiato nelle parti intime, con la scusa di verificare che il pantalone calzasse bene nella zona del cavallo. Successivamente, gli inquirenti acquisirono i file audio recuperati dalla memory card del cellulare del giovane. Venne quindi eseguita una perizia, affidata all'ingegnere informatico Luigina Quarta. Secondo l'accusa rappresentata dal pubblico ministero Stefania Mininni, sarebbero emerse alcune conversazioni tra il giovane migrante ed il sacerdote, in cui quest'ultimo chiedeva informazioni sulle sue abitudini sessuali.
 
Il difensore di Don Quintino De Lorenzis, l'avvocato Giuseppe Bonsegna ha invece sempre messo in dubbio, l'attendibilità di quelle registrazioni. Inoltre, secondo il legale, risulterebbero diverse incongruenze sull'orario ed il giorno, in cui si sarebbero verificati i presunti abusi sessuali.



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