Omicidio Daniele e Eleonora, Antonio De Marco finisce sotto processo. No alla perizia psichiatrica

La prima udienza è fissata per il 18 febbraio del 2021, dinanzi ai giudici della Corte d’Assise di Lecce. Alla luce delle prove raccolte dalla Procura, non ci sarà l’udienza preliminare.

Finisce sotto processo Antonio De Marco, l’assassino dell’arbitro di calcio, Daniele De Santis e della fidanzata, Eleonora Manta. Il gip Michele Toriello ha emesso il decreto di giudizio immediato dopo l’istanza avanzata dal pm Maria Consolata Moschettini. La prima udienza è fissata per 18 febbraio del 2021, dinanzi ai giudici della Corte d’Assise di Lecce. Non ci sarà, dunque, l’udienza preliminare, alla luce delle prove raccolte dalla Procura.

Occorre sottolineare che, dopo il pronunciamento della Corte Costituzionale, Antonio De Marco non potrà chiedere il rito abbreviato. Il 21enne, studente di scienze infermieristiche di Casarano, risponde di duplice omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dall’aver agito con crudeltà e porto abusivo d’arma bianca.

I familiari di Daniele De Santis sono assistiti dagli avvocati Renata Minafra e Mario Fazzini. I familiari di Eleonora Manta sono, invece, difesi dagli avvocati Francesco Spagnolo, Luca Piri, Stefano Miglietta e Fiorella d’Ettorre. Potranno costituirsi parte civile nella prima udienza del processo.

Il gip Michele Toriello ha, invece, rigettato l’istanza di perizia psichiatrica avanzata dai legali di Antonio De Marco da eseguire nell’ambito dell’incidente probatorio, ritenendo la richiesta inammissibile. Difatti, secondo il gip, la richiesta della difesa non rientra tra le prove indifferibili e potrà essere avanzata anche nel corso del processo.

L’inchiesta

L’inchiesta è stata coordinata dal procuratore capo Leonardo Leone de Castris e dal sostituto procuratore Maria Consolata Moschettini, assieme ai procuratori aggiunti Elsa Valeria Mignone e Guglielmo Cataldi. Nelle carte dell’inchiesta sono confluite le conclusioni del medico legale Roberto Vaglio che, al termine dell’autopsia, rilevò le tracce di oltre settanta coltellate sui corpi di Eleonora e Daniele.

E poi, la relazione sui reperti biologici raccolti dai Ris di Roma, sul luogo del delitto, tra cui i famosi cinque bigliettini con i quali De Marco aveva pianificato le varie fasi dell’omicidio. Legarli, torturarli, ammazzarli, ripulire, lasciare una scritta sul muro con il sangue delle vittime: era questo il piano che sarebbe dovuto durare un’ora e mezzo.

I biglietti, la scritta sul muro con il sangue e la notte con la escort. Ecco come il killer di Eleonora e Daniele aveva pianificato l’omicidio

Antonio De Marco, 21enne di Casarano, venne arrestato il 28 settembre scorso dai carabinieri di Lecce ad una settimana di distanza dal ritrovamento dei cadaveri di Eleonora e Daniele in via Montello. “Ero più arrabbiato del solito….. Sarà stato dettato tutto dalle crisi che ho avuto quel giorno e mi sono deciso a farlo, alle volte riuscivo a fermare i miei pensieri, sia quelli autolesionistici che quelli magari rivolti ad altri…quel giorno no”. È uno stralcio del verbale di 70 pagine dell’interrogatorio di Antonio De Marco, l’omicida reo confesso tenutosi nel carcere di Borgo San Nicola, davanti al gip Michele Toriello.

“Ho pensato di costituirmi, ma non l’ho fatto”. De Marco confessa: “sapevo che non l’avrei fatta franca”

Riguardo la ricostruzione dell’omicidio, De Marco, ex coinquilino di Daniele De Santis, ha detto di avere fatto la copia delle chiavi. E dopo, come ricostruito dagli inquirenti, sarebbe entrato nell’abitazione nei pressi della stazione, con il volto coperto da un cappuccio ricavato da una calza di nylon su cui aveva disegnato con il pennarello la bocca e il contorno degli occhi.
Ed infine ha parlato del ritorno nell’abitazione di via Fleming, in cui viveva in affitto: “Quando sono tornato a casa….Mi sono tolto i pantaloni e la felpa e mi sono poggiato sul letto, poi ho vomitato un po’. Poi mi sono fatto la doccia”. E ha riferito di aver buttato chiavi, coltello e indumenti sporchi di sangue in un bidone della spazzatura.

“Ero più arrabbiato del solito…e mi sono deciso di farlo”: la confessione di De Marco davanti al gip



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