Minacce di stampo mafioso al comandante della polizia? “Gianni Conad” in silenzio dinanzi al giudice

Dinanzi al gip Cinzia Vergine che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, si è svolto in mattinata l’interrogatorio di garanzia.

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Sceglie la via del silenzio “Gianni Conad“, arrestato nella giornata di ieri per le gravi minacce al comandante della polizia locale di Monteroni.

Dinanzi al gip Cinzia Vergine che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, si è svolto in mattinata l’interrogatorio di garanzia. Giovanni Mazzotta, 55 anni di Monteroni, meglio conosciuto come “Gianni Conad” (per l’attività imprenditoriale nel campo dei supermercati), assistito dall’avvocato Ladislao Massari, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il pm Giovanna Cannarile della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce contesta all’arrestato il reato di violenza a pubblico ufficiale, aggravata dal metodo mafioso.

L’arresto

Il tutto ha origine da una misura di prevenzione patrimoniale, eseguita nel 2011, con la quale furono sottoposti a sequestro i suoi beni (per un valore complessivo di oltre 1 milione e mezzo di euro), perché ritenuti sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati.

Successivamente, lAgenzia dei Beni Confiscati, ha disposto, tra i beni sottratti al 55enne, lassegnazione al Comune di Monteroni di Lecce di una villa, luogo di dimora della sua famiglia.

Nel gennaio del 2020, lEnte assegnatario, costatando ancora loccupazione abusiva dellimmobile in oggetto da parte del nucleo familiare di Mazzotta, ne ha chiesto lo sfratto, in seguito operato dalle forze di polizia.

Nella circostanza, lavvio di alcuni lavori di manutenzione e quindi la presenza di operai allinterno della villa, hanno provocato la reazione di “Gianni Conad”. Mazzotta, il 23 giugno scorso, sostiene l’accusa, recatosi presso il Comando di Polizia Municipale esternava al capitano Patrich Sorge, una serie di minacce per ottenere informazioni sulla destinazione della casa e per impedire laccesso alla struttura, sottolineando la sua caratura criminale in virtù della vicinanza al clan Tornese della Sacra Corona Unita.

Nel frattempo, il Comune di Monteroni ha emanato un bando per l’assegnazione dell’immobile a titolo gratuito che è andato deserto.



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