Ricercato da mesi, si era nascosto in un’abitazione a Copertino: arrestato “Frasola”

È stato arrestato Alessandro Caracciolo, ritenuto una figura di spicco del clan Tornese di Monteroni. Sul suo conto pendeva un ordine di esecuzione per la carcerazione.

Per Alessandro Caracciolo, 56enne residente a Monteroni di Lecce si sono aperte le porte del Carcere di Lecce. Considerato una figura di spicco del clan Tornese dovrà scontare a Borgo San Nicola una pena residua di 4 anni, 8 mesi e 9 giorni di reclusione (oltre al pagamento di una multa di 20mila euro) dopo la condanna, divenuta definitiva, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Reati commessi a Monteroni nel 2012 e per i quali era stato arrestato, l’11 novembre 2014, nell’ambito dell’operazione conosciuta alle cronache locali come «Vortice-Déjà vu» che aveva fatto luce sui nuovi rapporti di collaborazione tra i clan storici fino a quel momento “in guerra” tra loro.

Il blitz aveva portato all’arresto di alcuni esponenti della frangia leccese della Sacra Corona Unita, particolarmente attivi nel Nord Salento.

Le manette

Il 56enne (detto Frasola) era ufficialmente irreperibile dal 9 agosto 2018. Si era dato alla macchia fino a quando non è stato arrestato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Lecce che, con il prezioso aiuto dei colleghi delle stazioni di Monteroni e Copertino, sono riusciti a stanarlo, mettendo fine alla sua fuga.

Sul suo conto pendeva un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il tribunale ordinario di Lecce, ma per mesi si era nascosto all’interno di un’abitazione rurale a Copertino, dove è stato sorpreso dagli uomini in divisa.

Letteralmente “sorpreso”, anche perché quando ha capito che i militari erano arrivati per arrestarlo ha cercato di scappare ancora, guadagnandosi la via di fuga dal cortile. Gli è andata male dato che la zona era stata cinturata, proprio per bloccare sul nascere qualunque tentativo di sfuggire all’arresto.

L’uomo è stato prontamente bloccato e immobilizzato dagli uomini dell’Arma. Una volta concluse le formalità di rito è stato accompagnato presso la Casa Circondariale di Lecce, dove si trova ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, informata dell’accaduto.



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