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Condannato a oltre cinque anni viene fermato al confine con la Francia. In manette 27enne salentino

by Redazione
6 Dicembre 2017 10:16
in Cronaca
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Dalla Puglia alla Liguria per far perdere le tracce. Poi Ventimiglia, ad  un passo dalla Francia, dove, una volta raggiunta, nessuno avrebbe potuto contestargli nulla e, soprattutto, dove nessuno avrebbe potuto metterlo in carcere, perché Alessandro Giannone, un salentino di soli 27 anni,  verosimilmente aveva saputo che a suo carico era stato emesso un provvedimento per il quale avrebbe dovuto scontare oltre 5 anni di reclusione per le diverse condanne emesse a seguito dei gravi delitti di cui si era reso responsabile.

A questo doveva aver pensato sabato mattina quando, in compagnia di un cittadino ucraino residente a Rimini, ha deciso di attraversare la frontiera di Ponte San Luigi pensando di eludere i controlli.

Il fermo

Di diverso avviso è stato però il personale della Polizia di Frontiera che, in quel momento di pattuglia,  ha deciso di fermali e controllarli.

Alla richiesta di esibire i documenti il giovane ha dichiarato di averli dimenticati in una giacca e di  desiderare, semplicemente,  di fare una passeggiata fino alla vicina Mentone  insieme all’amico. Quest’ultimo, anch’egli privo di documenti,  si è affannato alla ricerca di una scusa plausibile per giustificarne la mancanza.

Agli uomini del Dr. Santacroce non è sfuggito il nervosismo che trapelava soprattutto da parte del cittadino italiano pertanto, hanno deciso di condurre i due presso gli Uffici di Piazza Libertà per effettuare un controllo più approfondito.

Le risultanze dei controlli

Sottoposti ai rilievi foto dattiloscopici e comparazione  AFIS, sono risultati entrambi già fotosegnati.

Gli sviluppi investigativi e gli approfondimenti nelle banche dati nazionali e internazionali, hanno permesso di scoprire che a carico del cittadino italiano pende un provvedimento di esecuzione di pene concorrenti e contestuale ordine di carcerazione, emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso il Tribunale di Lecce lo scorso  17 ottobre, dovendo espiare la pena di 5 anni, 2 mesi  e 5 giorni  per i reati di rapina, furto aggravato, detenzione di segni distintivi o documenti di identificazione in uso ai Corpi di Polizia, violenza e minacce a Pubblico Ufficiale, ricettazione. Dall’analisi dei provvedimenti si evince che Giannone ha commesso i reati elencati principalmente in Emilia Romagna (Rimini e dintorni) e in provincia di Lecce, molti dei quali quando ancora non aveva raggiunto la maggiore età.

Tra i vari, una rapina perpetrata all’età di 20 anni in provincia di Rimini,dove  all’epoca era domiciliato, ai danni di una povera anziana, “colpevole” solo di essere la nonna della ragazza di suo fratello, dalla stessa lasciato. In quell’occasione costrinse la poveretta, minacciata dal Giannone e da un suo amico, a consegnare tutti i  gioielli ed il denaro che aveva custoditi.

Al termine quindi di tutti gli accertamenti, per il giovane salentino sono scattate le manette ed è stato condotto alla casa circondariale di Sanremo.

Per quanto riguarda l’amico ucraino,  D.N.  di soli 24 anni,  dalle risultanze dei riscontri foto dattiloscopici e comparazione AFIS,  a suo carico è risultata una schedina Schengen, emessa nell’agosto del 2014 dalla Questura di Bari in quanto doveva venire inibito l’ingresso. Lo straniero è stato espulso con  decreto del Prefetto di Imperia e contestuale ordine del Questore.

Nella zona di competenza, che è molto ampia, la Polizia di Frontiera ha intensificato i controlli e la presenza  di pattuglie operative, come disposto dal Direttore della 1^ Zona per la Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta.

Con il rafforzamento del dispositivo di specialità, implementato con personale del Reparto Mobile di Genova, è stata raddoppiata la presenza sul territorio, arrivando a mettere in campo oltre 20 pattuglie al giorno.  Significativi gli oltre 200  arresti eseguiti da inizio anno, oltre all’identificazione di circa 160.000  persone perlopiù stranieri.

Ampia soddisfazione da parte del Dirigente della Frontiera, dr. Martino Santacroce che aggiunge “riconosco ai miei uomini, il costante impegno e la grande professionalità con le quali ogni giorno affrontano il loro lavoro, lavoro che richiede competenza, passione e grandissima attenzione, soprattutto in questo particolare momento storico”.

Tags: furto-aggravatorapina-a-mano-armata
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