Rischiava la condanna a 4 anni per maltrattamenti. Arriva l’assoluzione al termine del processo 

 In base a quanto sostenuto dall’accusa, il 40enne avrebbe ripetutamente maltrattato la compagna, per oltre 22 anni, fino al mese di febbraio del 2022. 

Era finito sul banco degli imputati e rischiava la condanna a 4 anni di reclusione con l’accusa di aver maltrattato la compagna anche in gravidanza. Nella giornata di oggi, al termine del processo dinanzi ai giudici della prima sezione collegiale, è arrivata l’assoluzione per un 40enne di Nardò. Le motivazioni della decisione si conosceranno nei prossimi mesi.

Il pubblico ministero  Maria Vallefuoco, al termine della requisitoria, aveva invocato la condanna a 4 anni di reclusione per maltrattamenti in famiglia.

L’imputato era difeso dall’avvocato Massimo Muci, il quale a conclusione della propria arringa difensiva, aveva invocato l’assoluzione del proprio assistito. La ex compagna si era costituita parte civile con l’avvocato Salvatore Abate.

L’imputato era sottoposto al divieto di avvicinamento alla persona offesa, ma la misura cautelare è stata revocata.

Le accuse

Le indagini hanno preso il via dalla denuncia della ormai ex compagna. In base a quanto sostenuto dall’accusa, il 40enne l’avrebbe ripetutamente maltrattata, per oltre 22 anni ( dal 2000 fino al mese di febbraio del 2022).

Il particolare, l’uomo le avrebbe impedito di frequentare le amiche  e di avere contatti con la propria famiglia di origine. Non solo, poiché avrebbe offeso sistematicamente la compagna, anche in presenza delle figlie.

E poi, secondo l’accusa, mosso dalla gelosia, l’avrebbe minacciata di morte, brandendo un coltello, in due occasioni. E come detto, l’avrebbe ripetutamente percossa con calci e spintoni, anche durante la gravidanza. Infine, avrebbe gettato nel fuoco il telefonino della compagna, in cui la donna conservava i suoi ricordi fotografici più cari.

Tali accuse sono però cadute al termine del dibattimento in cui sono stati ascoltati vari testimoni. Nei prossimi mesi si conosceranno le motivazioni della sentenza.



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