Soldi dei ticket finiti nelle tasche di un impiegato del Cup? 39enne assolto dal reato di peculato

Il gup Cinzia Vergine, al termine del processo con rito abbreviato, ha assolto per non aver commesso il fatto: L.G., 39 anni di Calimera, accusato del reato di peculato.

Arriva l’assoluzione per l’impiegato del Cup del Vito Fazzi, accusato di essersi appropriato di alcune somme denaro.

Il gup Cinzia Vergine, al termine del processo con rito abbreviato, ha assolto per non aver commesso il fatto: L.G., 39 anni di Calimera, per il reato di peculato commesso da incaricato di pubblico servizio.  È stata così accolta la tesi difensiva dell’avvocato Massimo Gabrieli Tommasi.

Rircordiamo che l’Asl si era costituita parte civile con l’avvocato Alfredo Cacciapaglia.

Nel corso della discussione, il procuratore aggiunto Elsa Valeria Mignone ha invocato la condanna alla pena di 1 anno ed 10 mesi.

L’inchiesta è stata condotta dal pm Milto De Nozza.

I fatti si sarebbero verificati nel gennaio del 2017. Secondo l’accusa, L.G. in qualità di dipendente della società Sanitaservice S.r.l.  e addetto al Cup (Centro unico di prenotazione) del Fazzi, con il compito di effettuare la prenotazione delle prestazioni sanitarie disposte dal medico curante, avrebbe intascato complessivamente, circa 3.390 euro. Dunque, appropriandosi delle somme versate a titolo di ticket dagli utenti che richiedevano le prestazioni sanitarie.

Le indagini sono state condotte dai carabinieri del Nas e hanno preso il via, dopo la nota del Direttore del Distretto Socio Sanitario n. 1 di Lecce, Rodolfo Rollo, sulla scorta di una verifica effettuata dall’economo del distretto.

Tali accuse, come detto, sono cadute al termine del processo.



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