Il petardo confezionato artigianalmente scoppia, 40enne di Botrugno finisce al ‘Perrino’

Un 40enne di Botrugno è rimasto gravemente ferito mentre maneggiava un petardo, confezionato artigianalmente. Ora è ricoverato, in prognosi riservata, all’Ospedale “Perrino” di Brindisi.

Scoccata la mezzanotte sono tante le persone che, in barba ai divieti, hanno deciso di festeggiare l’arrivo del nuovo anno con gli immancabili botti che hanno trasformato strade e quartieri in un tripudio di luci e rumori. Passata la caciara si passa alla conta dei feriti che, nel Salento, si è fermata a quota cinque. L’episodio più grave si è registrato a Botrugno, dove un 40enne del posto è stato “travolto” mentre maneggiava, in modo incauto, un petardo confezionato artigianalmente che è esploso.

Lo scoppio lo ha letteralmente investito causandogli numerose lesioni agli occhi e alle mani. Sono stati alcuni familiari che hanno assistito alla scena a soccorrere il malcapitato e ad accompagnarlo al nosocomio di Scorrano, ma a causa della gravità delle ustioni di secondo grado riportate, anche al volto e agli arti superiori e inferiori, è stato necessario il trasferimento al centro grandi ustionati del Perrino di Brindisi, dove è arrivato in «codice rosso». Il 40enne si trova, al momento, ricoverato in prognosi riservata.

Le indagini

Dopo l’incidente, i carabinieri della stazione di Nociglia e i colleghi del nucleo operativo e radiomobile della compagna di Maglie hanno avviato le prime indagini per ricostruire l’accaduto. Durante alcuni controlli presso l’abitazione dell’uomo che sono spuntate fuori alcune “sorprese”. Gli uomini in divisa hanno rinvenuto 212 petardi “non classificati”. Non solo: una busta contenente 200 grammi di zolfo; una busta contenente 700 grammi di nitrato di potassio. Sostanze utilizzate per il confezionamento delle polveri per gli artifizi, meglio conosciuta come polvere nera. E ancora, una scatola contenente 180 grammi di polvere pirica già pronta; un cartoccio vuoto per la realizzazione di fuochi artificiali di tipo professionale.

Il materiale è stato sottoposto a sequestro ed il quarantenne sarà deferito all’autorità giudiziaria per fabbricazione o commercio abusivi di materie esplodenti  e omessa denuncia di materie esplodenti.



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