Calcio a 5 non vedenti, la finale di Supercoppa finisce quasi in rissa

Finale accesa quella della Supercoppa italiana di Calcio a 5 non vedenti tra l’Ascus Lecce e l’Ads Roma: falli a gioco fermo, piccole liti, tre espulsioni e la sospensione del match per 10 minuti.

Calcio d’inizio alle ore 16.00. Nel rettangolo di gioco del centro sportivo Massimiliano Kolbe di Lecce è andato in scena, ieri pomeriggio, un big match: la finale di Supercoppa italiana di calcio a 5 per non vedenti tra Ascus Lecce, squadra giallorossa vincitrice lo scorso anno dello scudetto di categoria (l’ottavo della sua storia) e Ads Roma, squadra capitolina vincitrice della Coppa Italia.

Il racconto della partita, vinta dalla squadra romana per 1-0,  però, è stato condit dal alcuni episodi non propriamente “sportivi”: interventi fallosi, piccole zuffe, tre cartellini rossi tant’è che ad un certo punto è stato persino necessario sospendere l’incontro per 10 minuti per ripristinare la calma. Insomma, sul terreno non è mancato nulla.

 «L’hanno messa subito sul piano della forza, tirando calci anche a gioco fermo» ha dichiarato il presidente e giocatore dell’Ascus Lecce, Salvatore Peluso.
 
Tutto è iniziato a metà del secondo tempo. Nonostante la squadra capitolina fosse in vantaggio l’ intervento di un giocatore romano contro un avversario ha “costretto” l’arbitro a tirare fuori il primo dei tre cartellini rossi che hanno caratterizzato il match.

«Da quel momento – prosegue Peluso- la gara è vissuta anche su una serie di interventi fallosi, tanto che a metà del secondo tempo l’arbitro ha espulso due giocatori, uno per parte, che erano venuti alle mani».

La doppia espulsione ha acceso gli animi e persino i dirigenti e gli accompagnatori delle due squadre fuori dal campo, hanno iniziato a “battibeccarsi”. Il direttore di gara, ha quindi sospeso la gara per 10 minuti, per tentare di ristabilire la calma. L’incontro, alla fine, è stato portato regolarmente a termine. Le polemiche forse continueranno ancora per un po’.