Chiesta la condanna a 8 anni per un anziano commerciante accusato di abusi sessuali su una bambina

Non solo, il pm ha chiesto la restituzione degli atti alla Procura in merito alla falsa testimonianza in aula di tre persone.

La Procura chiede la condanna del commerciante di Trepuzzi accusato di abusi sessuali su una bambina di 9 anni. Dinanzi al collegio della prima sezione penale (Presidente Stefano Sernia, a latere Maddalena Torelli e Giovanna Piazzalunga) si è svolta la requisitoria del pm Giorgia Villa. La Pubblica Accusa ha invocato la pena di 8 anni di reclusione nei confronti di F.F.P. (le sue iniziali). Non solo, il pm ha chiesto la restituzione degli atti alla Procura in merito alla falsa testimonianza in aula di tre persone. Si tratta di un parente del commerciante e di due clienti.

L’imputato è difeso dagli avvocati Luigi Covella ed Antonio Savoia, i quali hanno chiesto l’assoluzione dell’uomo sottolineando l’inattendibilità della bambina.

I giudici hanno rinviato l’udienza al 16 dicembre, quando è prevista la sentenza.

L’arresto

F.F.P. (le sue iniziali), 72enne di Trepuzzi, si trova sempre ai domiciliari, dopo l’arresto del 13 settembre del 2019, con l’accusa di violenza sessuale, eseguito dai carabinieri di Trepuzzi. L’uomo venne raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare a firma del gip, su richiesta del pm Maria Rosaria Micucci.

Il Tribunale del Riesame, in seguito, ha rigettato il ricorso della difesa che chiedeva la revoca della misura cautelare. Dopo l’arresto, si è svolto l’interrogatorio di garanzia. L’uomo ha negato l’accaduto, sostenendo che la minore, quella mattina del 2 luglio, indossava una maglietta molto larga e un po’ “sconcia” che avrebbe lasciato intravedere il “seno”. Ha ribadito di non averla neanche sfiorata e di essersi limitato a venderle le salviettine e a regalarle delle caramelle, alla presenza di due clienti.

Successivamente, si è svolto l’ascolto protetto della bambina. Dinanzi al gip Giulia Proto, presso la Procura dei Minori, la bambina di 9 anni ha confermato le accuse nel corso dell’incidente probatorio.

Un racconto lineare quello della piccola che ha ribadito quanto già riferito agli inquirenti, durante una precedente audizione alla presenza di una psicologa.

La piccola, secondo l’accusa, sarebbe stata avvicinata dal commerciante di un negozio di alimentari con la scusa di “sistemare meglio il vestitino” e condotta in uno sgabuzzino, dove lontano da occhi indiscreti, l’uomo l’avrebbe palpeggiata nelle parti intime, invitandola a toccarsi di notte il seno. Infine, il commerciante le avrebbe regalalato delle caramelle.

Le dichiarazioni della minore furono ritenute attendibili dal consulente tecnico Sara Scrimieri.