Concussione e abuso di ufficio: assolto anche in appello l’ex sindaco di Sanarica

Sergio Santese, ex sindaco del Comune di Sanarica, difeso dagli avvocati Luigi Corvaglia e Giuseppe Corleto, è stato assolto dalla Corte di Appello di Lecce dal reato di concussione ‘perché il fatto non sussiste’ e da quello di abuso di ufficio ‘per intervenuta prescrizione’.

Una vicenda di presunta corruzione che avrebbe coinvolto diverse personalità del Comune di Sanarica e vide processato in primo grado e poi parzialmente assolto,tra gli altri, l'ex sindaco, Sergio Santese, il quale nella giornata odierna è stato assolto anche in appello. La Corte presieduta da Patrizia Ingrascì ha accolto, nella serata di oggi, la richiesta di prescrizione del reato di "abuso di ufficio", formulata dal procuratore generale Nicola D'Amato e ha confermato l'assoluzione per quello di concussione, dopo che i difensori di Santese, gli avvocati Giuseppe Corleto e Luigi Corvaglia avevano invocato il proscioglimento da ogni accusa.

Santese, avvocato 50enne di Sanarica, fu accusato dal pubblico ministero Giovanni Gagliotta, che aveva chiesto in primo grado una condanna a dieci anni di reclusione,del reato di concussione e tentata concussione, per tre episodi avvenuti tra il 2005 e il 2006 e di abuso d’ufficio (nel febbraio del 2008,l'ex sindaco fu anche destinatario di una misura cautelare degli arresti domiciliari per poi essere scarcerato dopo un mese). Nella sentenza del processo di primo grado del 28 marzo 2013, il collegio della seconda sezione penale presieduto da Stefano Sernia, giudici a latere Minerva e Capano, ha assolto l'imputato per concussione,"perché il fatto non sussiste" e in merito agli altri due tentativi di attuarla, i giudici hanno riqualificato il reato, per il quale, comunque, è intervenuta la prescrizione. Gli stessi giudici hanno invece condannato Santese a due anni (pena sospesa) per abuso d’ufficio.Sempre in primo grado, sono stati assolti con formula piena, il 58enne Fernando Caputo, all’epoca dei fatti vicesindaco di Sanarica e altri due imputati: il ragioniere comunale Antonio Perrone e il responsabile del servizio Finanziario, Orazio Nuzzachi, di 60 e di 62 anni.

In appello, i difensori Corleto e Corvaglia, chiedendo la piena assoluzione del proprio assistito, hanno messo in evidenza l'inattendibilità del "grande accusatore di Santese", l'architetto Alessandro Zippo. Quest'ultimo, secondo l'accusa rappresentata in primo grado dal Pm Gagliotta avrebbe, in qualità di direttore dei lavori per la realizzazione di alcune infrastrutture in zona P.I.P., ricevuto da Santese e Caputo, la "proposta" di suddividere in tre parti, il finanziamento pubblico relativo ai lavori in oggetto; l'architetto oppose il proprio rifiuto, venendo estromesso dal ruolo direttivo (per la difesa di Santese invece, Zippo venne escluso dall'incarico perché consegnò tardivamente la propria candidatura). Inoltre, l'architetto, fu, sempre secondo l'accusa, "incaricato" da Santese e Caputo di ottenere l'autorizzazione per l'affidamento ad una società facente capo a Santese, di una stazione di carburanti, ma si sarebbe rifiutato (anche in questo caso, i difensori ritengono "confusa" e contraddittoria la versione fornita da Zippo).

Infine Santese era accusato di aver indotto Enzo Gaballo, manager della Merchantfin, a cui era stata affidata una consulenza per l'analisi di alcune bollette, a versare  una "tangente" di 6.000 euro; in cambio Santese avrebbe preparato  una fattura "gonfiata" che sarebbe poi stata "elargita"alla società per cui lavorava Gaballo, attraverso due assegni, eseguiti da Perrone e Nuzzachi. Santese, dunque, secondo l'accusa, doveva rispondere di concussione ed abuso di ufficio, in virtù della sua carica di sindaco. Mentre gli avvocati hanno cercato di dimostrare come, l'ex sindaco di Sanarica abbia intrapreso delle iniziative giudiziarie di contrasto alla Merchantfin.



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