Pedina un’anziana fino a casa e poi la rapina, condannato a 4 anni e 2 mesi

L’episodio, verificatosi a Nardò, risale al 5 giugno scorso. L’uomo, un 35enne neretino, ha confessato agli investigatori di essere l’autore del furto

Pedina una donna dopo che questa ha effettuato un prelievo bancomat, la segue fino a casa e la rapina.

Tomas Quarta, 35enne, neretino, è stato condannato a 4 anni e 2 mesi, dai giudici della prima sezione collegiale (Presidente Gabriele Perna). Inoltre, è stata disposta l’interdizione per cinque anni dai pubblici uffici. In precedenza, il pubblico ministero Stefania Mininni ha invocato la pena di quattro anni. L’imputato rispondeva dei reati di rapina e lesioni personali aggravate. È assistito dall’avvocato Oreste Geusa.

L’episodio, verificatosi a Nardò, risale al 5 giugno scorso. Sarebbe stato proprio Quarta intorno alle ore 11:00 a consigliare alla vittima, un 82enne del posto, di scegliere lo sportello dell’istituto bancario di Piazza Mazzini piuttosto che un altro non funzionante. La donna, seppur insospettita, ha accolto il suggerimento delluomo prelevando la somma di circa 1.000 euro per poi fare ritorno presso l’abitazione di sua sorella. Il tutto sotto il costante monitoraggio del 35enne che, di fatto, poco dopo, si è presentato dinanzi al portone d’ingresso da cui poco prima la donna era entrata.

Appena aperta la porta la vittima è stata spintonata e buttata a terra (per fortuna ha rimediato ferite guaribili in cinque giorni), senza rendersi conto di ciò che realmente stava accadendo: il malvivente, una volta entrato, ha afferrato la borsa vista solo pochi minuti prima ed è scappato repentinamente a bordo di uno scooter Piaggio Exagon di colore blu.

A inchiodarlo sono state la lucidità della vittima, che a mente fredda ha fornito una precisa descrizione circa le fattezze del reo e quella di un altro testimone che ha indicato marca e modello del mezzo di fuga e che ha avuto la prontezza di chiamare il 112.

Sono bastati solo 10 minuti a un equipaggio di militari dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Gallipoli per trovare Tomas Quarta e ad arrestarlo in flagranza di reato.

L’uomo, messo alle strette, ha confessato agli investigatori di essere l’autore del furto avvenuto poco prima, indicando, altresì, il luogo in cui ha gettata la borsa rapinata ed ormai vuota, visto che la somma di denaro, peraltro, era già stata tolta e riposta al sicuro in casa dalla vittima.

L’indagato, su disposizione del Pubblico Ministero di turno, è stato tradotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari.



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