Dati falsi per ottenere un credito dalla banca? Assolto l’imprenditore Vincenzo Barba

Accolta, dunque, la tesi difensiva dell’avvocato Andrea Sambati, legale del 65enne gallipolino. In precedenza, il vpo d’udienza ha invocato la condanna a nove mesi di reclusione.

Era accusato di avere fornito dati falsi ad un istituto bancario, per la concessione del credito alla propria azienda. Al termine del processo, però, è “caduta” l’imputazione ed il noto politico e l’imprenditore Vincenzo Barba è stato assolto. Il giudice monocratico Annalisa De Benedictis ha ritenuto il 65enne gallipolino, non colpevole del reato di “falso interno”. Accolta, dunque, la tesi difensiva dell’avvocato Andrea Sambati, legale di Barba.
In precedenza, il vpo d’udienza ha invocato la condanna a nove mesi di reclusione.
Secondo il Pubblico Ministero dr.ssa Francesca Miglietta, titolare dell’inchiesta, negli anni 2011 e 2012, Vincenzo Barba quale legale rappresentante della “Nuova Anpa”, specializzata in produzione e commercio di carburanti, al fine di ottenere la concessione di un credito per la propria impresa individuale, avrebbe presentato alla Banca Monte Paschi di Siena, tre cambiali relative ad operazioni negoziali inesistenti. Una prima, di euro 600.000 emessa in data 9.5.2011 con scadenza 9.10.2011; la seconda cambiale di 650.000 recante la data del 24.10.2011, fino al 15.4.2012 e la terza di euro 530.000 emessa in data 21.11.2012 con scadenza 31.8.2013, per un importo complessivo di euro 1.780.000.

Come detto, però tali accuse non hanno trovato poi riscontro al termine dell’istruttoria dibattimentale.



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