Donna muore in ospedale dopo un intervento alla colonna vertebrale, due medici sotto processo

Due camici bianchi del reparto di ortopedia dell’ospedale di Tricase sono finiti sotto processo. Dovranno difendersi dalle accuse di omicidio colposo e responsabilità colposa in ambito sanitario

Venne ricoverata in ospedale per lo schiacciamento di una vertebra e morì dopo l’intervento chirurgico. Due medici del reparto di ortopedia dell’ospedale di Tricase sono finiti sotto processo. Il gup Giulia Proto,al termine dell’udienza preliminare, ha disposto il rinvio a giudizio di entrambi. S.F. 36enne ed S.T. 37 anni, entrambi di Tricase, dovranno presentarsi il 17 settembre davanti al giudice monocratico Elena Coppola per la prima udienza.

Rispondono delle accuse di omicidio colposo e responsabilità colposa in ambito sanitario. Sono difesi dagli avvocati Luigi Covella ed Ivan Mangiullo che potranno dimostrare l’estraneità alle accuse nel corso del dibattimento. La figlia della vittima si è costituita parte civile con l’avvocato Giuseppe Corleto.

Non solo, nella giornata odierna vi è stata la citazione dell’ospedale di Tricase come responsabile civile, assistito dall’avvocato Roberto De Mitri Aymone.

Secondo l’accusa, rappresentata dal pm Giovanna Cannarile, S.F. in qualità di primo operatore ed S.P. di assistente, causarono per “imperizia”, la morte di A.P., una 70enne leccese. La donna, che soffriva di una grave forma di osteoporosi, veniva operata il 20 giugno del 2019, presso l’ospedale “Cardinal Panico” di Tricase, dopo il ricovero per la frattura con schiacciamento della dodicesima vertebra dorsale. Durante l’intervento di neurochirurgia, ritiene l’accusa, i due medici effettuavano “una incongrua manovra di inserimento del filo metallico guida di Kirschner”. Difatti, spinto eccessivamente in profondità nella vertebra, il filo provocava la lacerazione della arteria intercostale, anche a causa della scarsa resistenza del tessuto osseo.

Questa manovra causava una grave emorragia. Non solo, secondo l’accusa i due medici non agivano tempestivamente dopo lo schok emorragico e, appena 15 minuti dopo l’intervento, la paziente veniva trasferita presso il reparto di degenza, senza che venisse effettuato un più opportuno monitoraggio degli organi vitali.

La 70enne morì poco dopo in ospedale. Successivamente, la figlia della donna sporse denuncia e venne aperta un’inchiesta.



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