Scoppia un focolaio dopo la festa di pensionamento di un medico di famiglia

Scoppia un focolaio in un comune del basso Salento dopo la festa di pensionamento di un medico di medicina generale finito al Dea come la moglie che non ce l’ha fatta

I numeri del Covid in provincia di Lecce sono incoraggianti, ma anche se la curva dei contagi scende costantemente e negli ospedali i ricoveri sono sotto controllo, non è ancora il momento di abbassare la guardia come dimostrano i focolai scoppiati in alcuni comuni, come a Racale, dove l’aumento dei contagi legato a due cluster (in una residenza socio-sanitaria con trentadue anziani ospiti risultati positivi al Covid e tra gli invitati ad una cresima) aveva fatto scattare un campanello d’allarme per frenare la diffusione del virus.

Nelle scorse ore, invece, è scoppiato il caso-positivi in un borgo nel basso Salento dopo la festa di pensionamento di un medico di famiglia che, concluso il capitolo lavorativo, aveva deciso di condividere con amici e parenti il raggiungimento dell’importante traguardo. Non si sa bene il numero preciso di contagiati legati alla ricorrenza, secondo l’ultimo report della Asl che ogni venerdì scatta una fotografia dell’andamento dell’epidemia nel paese si contavano 2 attuali positivi.

Sia il medico di medicina generale che sua moglie hanno avuto bisogno di cure in Ospedale. Entrambi sono stati ricoverati al Dea, ma se l’uomo – che poteva contare su due dosi di vaccino – non corre pericoli, la sua consorte – che non aveva concluso le somministrazioni – è finita in terapia intensiva e non ce l’ha fatta.

Insomma, bisogna tenere sempre la guardia alta.



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