Incidente ferroviario di Corato, Ugo Lisi: ‘Ho vissuto sulla mia pelle una tragedia simile. Mi sento un miracolato’

Intervista all’ex deputato di Alleanza Nazionale e del Popolo della Libertà che nel 1997 viaggiava a bordo di un Inter City che si scontrò frontalmente con un treno regionale. ‘Ricordo quei momenti come se fossero accaduti pochi attimi fa’.

“Sono fortemente vicino ai parenti delle vittime del disastro ferroviario avvenuto a Corato, a loro giunga la mia più sincera e sentita solidarietà, comprendo ciò che provano, anche io ho vissuto sulla mia pelle questa esperienza, nel 1997 sono stato vittima di un gravissimo incidente in treno in cui morirono molte persone”, con queste parole l’avv. Ugo Lisi, ex Deputato al Parlamento nelle file di Alleanza Nazionale e del Popolo della Libertà,  commenta la tragedia avvenuta nella mattinata di oggi sul tratto tra Corato e Andria che ha visto lo scontro frontale tra due treni a causa del quale sono morte circa venti persone e 50 sono rimaste ferite.
 
“Avevo preso l’Inter City, insieme ai miei genitori, a Roma per recarmi a Bologna; dovevamo assistere alla discussione della tesi di laurea di mia moglie, quando, poco prima di giungere presso la stazione di Firenze, il convoglio su cui viaggiavo si scontrò frontalmente con un treno regionale. Molte carrozze, tra cui la mia, si ribaltarono, a me e ai miei non accadde nulla, ma diverse persone in quel sinistro persero la vita. Posso dire senza ombra di dubbio di essere stato doppiamente miracolato.
 
Perché doppiamente miracolato? Innanzitutto in quando sono uscito sano e salvo da una situazione tragica e poi perché, in un primo momento, dovevo recarmi da solo a Bologna e avevo il posto prenotato nella carrozza dove ci fu il maggior numero di vittime, poi, papà mio, nonostante fosse gravemente malato, insistette a partire insieme a me perché ci teneva tantissimo a essere presente alla laurea di Paola e, a quel punto mi recai nell’agenzia di viaggi e non essendo più disponibili posti nel vagone dove ero stato sistemato mi fu annullata quella prenotazione e tutti e tre fummo riposizionati in un altro scompartimento.
 
Ricordo quei momenti come se fossero accaduti pochi istanti fa. Ricordo che una donna che viaggiava insieme a noi venne ricoverata in prognosi riservata perché al momento dell’impatto si trovava nella toilette e, a causa del ribaltamento, aveva subito gravi traumi in quanto per lo spazio ridotto aveva sbattuto con forza contro le pareti.
 
Sul treno regionale viaggiava una comitiva di studenti di ritorno da una gita scolastica e ho fissa nella mente l’immagine del viso impaurito, terrorizzato dei genitori degli alunni che aspettavano i loro figli in stazione senza sapere in che condizioni stessero.
Quella di oggi è una tragedia immane per la Puglia difficile da commentare e spiegare, ma mi preme sottolineare come, il grande cuore della nostra gente che si è stretta intorno alle vittime del disastro e ha dato vita, come sempre a una grande, grandissima opera di solidarietà: attualmente mi trovo a Roma per lavoro e da molte ore mi giungono messaggi nei quali si invita a donare il sangue recandosi presso i centri trasfusionali della provincia di Lecce”.



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