Irregolarità nell’affidamento del canile di Melendugno? Comandante polizia municipale rischia processo

La difesa dell’indagato, attraverso due “memorie”, aveva sostenuto l’insussistenza delle violazioni di legge, poiché il Comune avrebbe gestito il canile in “proprio”.

Avrebbe violato “le norme sulle procedure concorsuali” per la gestione del canile ed il comandante della polizia municipale di Melendugno rischia il processo.

Il gip Edoardo D’Ambrosio, dopo la camera di consiglio, ha rigettato la richiesta d’archiviazione avanzata dal pm Paola Guglielmi e disposto l’imputazione coatta di Antonio Nahi per l’ipotesi di reato di abuso d’ufficio. Dunque, entro dieci giorni, la Procura dovrà riformulare le accuse e verrà poi fissata l’udienza preliminare, dinanzi ad un nuovo gip. In quella sede, il comandante dei vigili potrebbe essere rinviato a giudizio o prosciolto dall’accusa.

Secondo il giudice, “nel caso di specie, il dolo intenzionale appare ravvisabile poiché l’istanza del soggetto terzo (odierna persona offesa) di partecipazione all’affidamento del servizio pubblico sull’affidamento del canile, già presentata nel 2012, fu del tutto e arbitrariamente pretermessa; era corrisposto al soggetto favorito un compenso di circa 2.500 euro mensili al netto delle spese di manutenzione ordinaria ( e dell’approvvigionamento del mangime per gli animali)”.

La difesa dell’indagato, attraverso due “memorie”, aveva sostenuto l’insussistenza delle violazioni di legge, poiché il Comune di Melendugno avrebbe gestito il canile in “proprio“. Secondo il gip però, la gestione sarebbe avvenuta attraverso l’affidamento a chi ne fece domanda.

Antonio Nahi è assitito dall’avvocato Giuseppe Corleto.



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