Morte 16enne di Taurisano: chiesta condanna di sette medici per omicidio colposo

Le indagini presero avvio dalla denuncia dei genitori di Giuseppe Orlando, parte civile nel processo. La sentenza è prevista per il mese di febbraio.

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La Procura chiede la condanna di sette medici, per la morte di Giuseppe Orlando, 16enne di Taurisano. Il pubblico ministero Roberta Licci ha invocato la pena di 2 anni con l’accusa di omicidio colposo per ciascuno dei “camici bianchi” finiti sul banco degli imputati.

Si tratta di una guardia medica, un medico dell’ambulanza, un operatore del pronto soccorso di Casarano e due rianimatori, un internista e, infine, un neurologo dell’Ospedale “Ferrari” di Casarano.

Nell’udienza del 3 dicembre prossimo discuterà il collegio difensivo, mentre in data 11 febbraio del 2019 è prevista la sentenza del giudice monocratico Alessandra Sermarini della prima sezione penale.

Gli imputati sono assistiti dagli avvocati: Stefano De Francesco, Ester Nemola, Giuseppe Corleto, Mauro Marzano, Giovanni Bellisario, Andrea Rosafio, Luigi Potenza, Stefano Orlando e Massimo Manera.

Nel corso dell’udienza preliminare, il gup Stefano Sernia ha disposto il non luogo a procedere per il medico curante di Giuseppe Orlando.

L’inchiesta

Le indagini presero il via da una denuncia dei genitori di Giuseppe Orlando, difesi dall’avvocato Massimo Fasano e costituitisi parte civile. Sostenevano di avere chiesto il ricovero del figlio in ospedale, direttamente a Lecce.

Il ragazzo era portatore, fin dal primo anno di età, di una malattia congenita, il cosiddetto “acquedotto di Silvio“, una “derivazione ventricolo peritoneale”. Secondo la Procura, un primo dottore dopo averlo visitato la mattina del 16 ottobre del 2014 presso l’abitazione del ragazzo (il ragazzo era stato colto da un malore a scuola), gli avrebbe prescritto alcuni accertamenti senza specificarne la priorità e l’urgenza. Anche il medico di guardia, intervenuto poco dopo la mezzanotte del giorno successivo, avrebbe sottovalutato alcuni “segnali, quali nausea, cefalea e tremori e si sarebbe limitato ad un’iniezione di Plasil e a “raccomandare” l’assunzione di molta acqua.

Qualche ora dopo, poiché le condizioni di Orlando andavano peggiorando, sarebbe intervenuta un’ambulanza del 118. Il medico che lo visitò, secondo l’accusa, avrebbe però sbagliato diagnosi, ordinando il ricovero presso il “Ferrari” di Casarano invece che al “Fazzi” di Lecce, dotato del reparto di Neurochirurgia.

Anche gli altri medici che lo avrebbero successivamente avuto in cura presso l’ospedale casaranese, non avrebbero agito nella giusta direzione. Orlando fu sottoposto ad una puntura lombare, presso il reparto di Rianimazione, ma il quadro clinico del ragazzo sarebbe ulteriormente peggiorato. Inoltre, secondo la Procura, la risonanza magnetica sarebbe stata eseguita con grave ritardo. Poche ore dopo, in data 18 ottobre, Giuseppe Orlando sarebbe morto a Lecce.

Una volta avvenuto il decesso del figlio, i genitori hanno dato il loro consenso all’espianto degli organi.



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